“Venga in Aula o stop ai lavori”. Rivolta anti Conte in parlamento

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Sono momenti di altissima tensione nel governo, ed il centrodestra non ha mancato di fare la propria mossa, chiedendo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di presentarsi in Parlamento. L’intento è chiaro. La maggioranza è appesa ad un filo da mesi, e la conferenza stampa di Matteo Renzi ha di fatto aperto quella crisi che da tempo già incombeva sull’esecutivo: il premier deve adesso prendere atto della situazione e comportarsi di conseguenza.

Se Conte decidesse, ancora una volta, di mettere da parte entrambe le Camere, la Lega ha minacciato di fermare i lavori, come riferito da Riccardo Molinari. Stessa presa di posizione anche da parte di Fratelli d’Italia, col capogruppo Francesco Lollobrigida che ha ricordato l’importanza della centralità del Parlamento, e di Forza Italia.“È inspiegabile che Conte non avverta la necessità di venire in Parlamento a spiegare se esiste ancora un governo”, ha commentato infatti Maria Stella Gelmini (FI), come riportato da Agi.“Se non ha questa coscienza il presidente del Consiglio, deve averla il Parlamento. Bisogna sospendere i lavori e convocare una conferenza dei capigruppo”, ha affermato anche Maurizio Lupi, capogruppo del Misto.

Il messaggio arriva forte e chiaro anche dai principali rappresentanti dei partiti di opposizione. Matteo Salvini, Giorgia Meloni ed Antonio Tajani hanno infatti chiesto al presidente di recarsi subito in Parlamento o di rassegnare immediamente le proprie dimissioni. “Non ha più la maggioranza e andiamo al voto”, hanno dichiarato, come riferito da AdnKronos. È forte, infatti, il timore che la crisi si concluda con un Conte ter. Il centrodestra, in ogni caso, si mostra compatto. No a giochini di palazzo. Nessuna intenzione di aprire a possibili alleanze con i partiti di sinistra. “C’è un governo confuso e dimissionario e un centrodestra compatto”, ha dichiarato Matteo Salvini, come riportato da LaPresse,“Conte venga in Parlamento a spiegare agli italiani cosa sta succedendo. Se c’è un governo, trovino i numeri e facciano, altrimenti si facciano da parte. Mezza Europa andrà al voto nei prossimi mesi, in democrazia se non c’è un governo scelgono i cittadini e si vota”. “Un circo che gli italiani non si possano permettere”, ha duramenre commentato anche Giorgia Meloni.“In una nazione normale il premier si dimetterebbe”. Stesso discorso anche da parte di Antonio Tajani, che ha chiesto di fare in fretta.

Anche il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, raggiunto dai microfoni di Tg2 Post, ha parlato di “teatrino vergognoso” e accusato il governo di aver perso ogni contatto con il Paese:“Il cammino da percorrere ora è chiaro e deve essere ordinato: dimissioni di Conte, palla al presidente della Repubblica che verificherà se c’è una maggioranza diversa, altrimenti si apre l’unica porta che è quella delle elezioni“. Il centrodestra ha quindi chiesto la sospensione dei lavori in Senato, ritendendo assurdo e paradossale proseguire come se nulla fosse, quando due ministri hanno addirittura dato le dimissioni. “Il presidente del Consiglio, Conte, aveva detto che avrebbe portato in Parlamento una eventuale situazione di crisi”, ha inoltre ricordato Lucio Malan, di Forza Italia.

A chiedere a gran voce l’intervento del premier in Parlamento anche Graziano Delrio, presidente dei deputati del Pd. A sostenerlo i capigruppo Federico Fornaro (LeU) e Davide Crippa (M5S). “Aderiamo alla richiesta che responsabilmente i colleghi dell’opposizione hanno avanzato di convocare una conferenza dei capigruppo, hanno dichiarato.

In mattinata è arrivata anche la presa di posizione del presidente della Camera Roberto Fico (M5S), che ha aderito alla richiesta di convocare una riunione dei capigruppo“per stabilire un percorso ordinato e responsabile in questo momento così drammatico. Contatterò il presidente Conte per la richiesta di venire in aula”.



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