Trasporto pubblico, 120 nuovi bus per rispondere al sovraffollamento sui mezzi in Emilia Romagna

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120 autobus per potenziare il trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna. È quanto deciso ieri sera nel corso del tavolo regionale sul Tpl per rispondere al problema del sovraffollamento sui mezzi che trasportano studenti e lavoratori. Le aree cui verranno destinati i 120 nuovi bus saranno decise nelle prossime ore, sulla base delle maggiori criticità territoriali.

La Regione aveva già messo in strada 272 autobus in più con la riapertura delle scuole, per oltre 5,7 milioni di chilometri aggiuntivi, grazie a un investimento di oltre 16 milioni di euro. Un altro milione di euro è stato stanziato per dispositivi di sicurezza a bordo dei mezzi.

“Abbiamo deciso di rafforzare ancora di più il trasporto pubblico nella nostra regione per garantire la sicurezza negli spostamenti degli studenti e dei lavoratori in questa fase di convivenza col virus– spiegano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini. Si tratta di una prima, forte risposta, che lascia aperta la possibilità di ricorrere a eventuali scaglionamenti negli orari scolastici, qualora in futuro dovesse servire, oltre ad aiutare il settore provati, al quale ci siamo rivolti. Il nostro impegno è massimo- proseguono- ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i viaggiatori per evitare ogni occasione di diffusione del contagio. Ribadiamo quindi la necessità di utilizzare la mascherina e il gel igienizzante su tutti i mezzi e il rispetto della segnaletica di distanziamento predisposta dalle Aziende Tpl dei territori sia durante l’attesa che a bordo”.

Proseguiamo con il monitoraggio quotidiano della situazione– proseguono- e, assieme alle agenzie e le aziende dei trasporti, stiamo definendo le modalità di distribuzione dei mezzi aggiuntivi e delle risorse”.

L’obiettivo prioritario resta sempre quello di garantire il migliore servizio in tutte le aree urbane ed extra urbane della regione– chiudono Bonaccini e Corsini-, per far sì che le studentesse e gli studenti, così come i lavoratori, continuino a muoversi in sicurezza”.

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