Top secret la carta anti-Beppe. Il centrodestra cerca il ribaltone dal capoluogo lombardo a Napoli

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Milano, Bologna, Napoli, Torino, Roma. Il centrodestra cerca la remuntada nelle cinque grandi città ancora governate da Pd o M5s, tutte al voto nella primavera 2021, e il capoluogo lombardo sarà la madre di tutte le battaglie. La strategia è unica: calare esponenti della società civile su cui i partiti convergono, senza che il candidato diventi bandierina politica di Fi, Lega o Fdi. A Torino, dove la partita è apertissima dopo che la sindaca M5s Chiara Appendino ha annunciato che non tenterà il bis, il centrodestra dovrebbe compattarsi sul nome dell’imprenditore Paolo Damilano che ha già sciolto le riserve nei giorni scorsi. Nella Capitale si tratta ancora ma l’opzione dell’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso (nel tondo) sarebbe sempre più vicina. E a Milano l’annuncio di Beppe Sala di nuovo in campo per il secondo mandato porta gli avversari a stringere. Il candidato del centrodestra dovrebbe essere annunciato a breve, certamente prima di Natale. Il leader della Lega Matteo Salvini starebbe sondando un imprenditore ancora top secret che potrebbe sparigliare le carte. Per ora sul tavolo ci sono altri tre nomi in pole position, tutti fuori dai partiti. C’è Roberto Rasia dal Polo, 46 anni, manager, da tre anni direttore Comunicazione e Formazione del Gruppo Pellegrini, l’azienda guidata dall’ex presidente dell’Inter (dal 1984 al 1995) Ernesto Pellegrini che ha creato da qualche anno il «ristorante Ruben» dove i nuovi poveri possono cenare al prezzo simbolico di un euro. E l’impegno diretto di Rasia dal Polo nei progetti solidali del gruppo lo ha avvicinato alle associazioni del mondo cattolico che tradizionalmente votano a sinistra e guardano con diffidenza alla Lega. Sposato, papà di una bimba di 3 anni, autore di due libri («Occhio ti manipolo! Come riconoscere le manipolazioni altrui» e «I trucchi della comunicazione efficace», è stato per dieci anni autore e conduttore di Radio24 e per più di otto di Sky Tv, ha fondato una società di consulenza direzionale e video produzione.

In lizza per la sfida anti Sala c’è Alessandro Marangoni, prefetto di Milano dal dicembre 2015 a fine 2016, quando è andato in pensione dopo quarantaquattro anni di carriera nelle forze dell’ordine. E nella rosa dei papabili c’è Maurizio Dallocchio, 62 anni, professore ordinario dell’Università Bocconi di Milano e con il fisico per reggere una campagna lunga e faticosa, visto che ha segnato un piccolo record personale: è l’italiano che ha corso più maratone consecutive a New York, ben ventitrè.

Forza Italia spinge per altri due nomi: l’avvocato Luca Santamaria e Simone Crolla, classe 1972, deputato del Pdl per un anno (dal 2012 al 2013), consigliere delegato di American Chamber of Commerce in Italy e coordinatore al fianco del presidente Fedele Confalonieri dell’advisory board della Veneranda Fabbrica del Duomo. Il suo ruolo? Elaborare raccolte fondi e promuovere l’immagine del Duomo di Milano nel mondo. Palazzo Marino, sede del Comune, è a 500 metri, verrebbe da dire che il passo è breve. I leader Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si rivedranno nei prossimi giorni, possibile già domani o mercoledì, per valutare le opzioni e stringere i tempi.



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