“Ti porto un libro”, Veit Heinichen porta Il mio Carso

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 “Ti porto un libro perché i veri viaggi si fanno nella testa” e il libro parla della Trieste, luogo dove “si incontra il mare con la montagna, dove si incontrano gli approdi e le partenze, mondi e persone. Il mare è desiderio”. Lo scrittore tedesco, triestino di adozione da decenni, narra “Il mio Carso” di Scipio Slataper partecipando all’iniziativa “Ti porto un libro” della Fondazione pordenonelegge e dell’Autorità portuale di Trieste, curata da Valentina Gasparet e da Vanna Coslovich. Ogni domenica per quattro settimane, fino al 3 gennaio, un autore propone un testo famoso in qualche modo legato al mare, ne legge alcuni brani e lo illustra in un video postato alle 18 sui canali social e YouTube. Quella di Heinichen è la seconda puntata del format digitale.
    Il mio Carso fu pubblicato nel 1912 “ma è ancora attuale”, puntualizza lo scrittore, citando il filosofo francese Michel Foucault: ‘Nelle civiltà senza battelli i sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l’avventura e la polizia i corsari”.
    Il mio Carso è considerata un’opera cardine del panorama letterario triestino e mitteleuropeo, autobiografia lirica che l’autore concepì proprio nel paese carsico di Occisla. (ANSA).
   


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