Sorelle palestinesi, ora spagnole grazie ad antenati ebrei

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(di Massimo Lomonaco)

TEL AVIV – “Siamo tutti figli di Abramo”. A buon titolo lo possono rivendicare Heba e Rewa Iskandarani, due sorelle palestinesi che hanno ottenuto il passaporto spagnolo grazie alla legge che riconosce come cittadini iberici i discendenti degli ebrei sefarditi cacciati dalla Spagna nel 1492 dai re cattolicissimi Isabella e Fernando.

   Una vicenda di ricerca di identità, conclusasi – come ha raccontato alla tv israeliana Heba – con una sorpresa uscita dalle pieghe della storia e da vecchie particolarità familiari. Anche perchè le sorelle – musulmane – non hanno mai avuto in tasca null’altro che un ‘lasciapassare’ di profughe palestinesi dal Libano trasmesso loro dal padre, figlio a sua volta di un arabo che lasciò Giaffa nel 1948 durante la guerra seguita alla nascita dello stato di Israele.

   Nate tutte e due a Dubai, dove nel frattempo la loro famiglia si era trasferita, Heba e Rewa non hanno potuto avere neppure il passaporto libanese come figlie di madre di Beirut in quanto la legge non lo consente. L’ottenimento dell’agognato documento di identità è frutto della tenacia di Heba, 26 anni, in predicato di un dottorato in architettura all’Università inglese di Birmingham. La ragazza – come ha narrato ai media – ha cominciato a indagare su Google che origini avesse quell’inusuale cognome paterno ed ha trovato che era invece piuttosto comune tra le famiglie di ebrei sefarditi arrivati ad Alessandria di Egitto dopo la cacciata dalla Penisola Iberica. Una novità che tuttavia Heba ha subito collegato al fatto che – secondo i racconti familiari – una parte di prozii avessero nomi ebraici come Abraham, Reuben e Moses. Heba ha detto di aver raccontato di questa particolarità avanzando il dubbio che la famiglia paterna potesse avere radici ebraiche, ma la risposta del padre – profugo palestinese – non è stata allora delle migliori. Heba però non si è persa di animo rivolgendosi al test del Dna e quella volta il padre non ha potuto obiettare nulla: le radici erano fondamentalmente europee, non mediorientali e, soprattutto, con un background ebraico spagnolo e portoghese. Ora si trattava di individuare da dove esattamente provenissero.

   In aiuto delle due sorelle è arrivato un professore spagnolo di storia medievale che ha spulciato tutti documenti possibili. E, alla fine, ha trovato che la famiglia Iskandarani per generazioni è stata residente a Barcellona. Come successo per molti ebrei sefarditi erano passati in Nord Africa fino ad Alessandria poi una parte della famiglia si era convertita all’Islam ed era arrivata a Giaffa durante l’Impero Ottomano.

   Heba e Rewa hanno subito presentato i documenti ottenuti all’ambasciata spagnola a Dubai, compreso quello di una bisnonna il cui cognome da nubile era Djerbi, tipico degli ebrei sefarditi dell’isola di Djerba in Tunisia. La loro richiesta è stata approvata in poche ore ed ora sono entrambe spagnole: il primo passaporto che hanno avuto in vita loro. “Musulmani ed ebrei sono molto più simili di quanto crediamo. Siamo tutti figli di Abramo”, ha detto Heba che ora – dopo essere stata a Bercellona – si ripromette di visitare Giaffa in Israele da dove vengono suo padre e suo nonno e i Territori Palestinesi.


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