Scanzi insulta ancora: “Salvini porta sfiga”

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Che Andrea Scanzi non apprezzi Matteo Salvini è cosa nota a tutti. Il giornalista e scrittore non si lascia sfuggire mai l’occasione per attaccare il leader della Lega. Anche da un niente la firma de Il Fatto Quotidiano riesce a cogliere quello spunto giusto, almeno secondo il suo giudizio, per lanciare una critica aspra e feroce o una battuta al vetriolo contro il suo ormai storico nemico.

Un’abitudine difficile da perdere. Per avere una prova di questo basta vedere quanto accaduto nel corso del programma di “Otto e mezzo” su La7 in cui si è discusso anche sul fenomeno del trumpismo. Durante la puntata Scanzi è riuscito a collezionare nuove perle. Questa volta, però, nel suo mirino, oltre all’immancabile Salvini, è finita anche Giorgia Meloni.

L’attenzione del giornalista è finita prima sull’ex ministro dell’Interno “colpevole” di essersi iscritto a Parler, una piattaforma di microblogging statunitense alternativa a Twitter lanciato nell’agosto 2018 che vanterebbe una base significativa di utenti composta da sostenitori di Donald Trump, conservatori e presunti estremisti di destra. Salvini aveva reso pubblico di essersi iscritto alla piattaforma: “Amici, da oggi anche su Parler. Happy to be on Parler, love from Italy”. La piattaforma, però, poche ore dopo era stata subito messa offline perché erano stati individuati decine di post di incoraggiamento alla violenza. Google e Apple hanno deciso di rimuovere Parler dai loro store mentre Amazon dai server. La cosa non è sfuggita a Scanzi che ha subito preso la palla al balzo. Durante la sua filippica ha deriso il leader della Lega raccontando che Salvini “si è iscritto tutto gioioso ad una piattaforma social dell’ultradestra, trumpiana, che si chiama Parler, dicendo ‘seguitemi anche qui’. Tra l’altro poche ore dopo la piattaforma ha chiuso perché ultimamente Salvini porta una sf**a che ne basterebbe la metà”. Una battuta, forse neanche la più velenosa, dedicata all’ex ministro.

Ma Scanzi non si è limitato a questo gratuita irrisione. Poco dopo, infatti, ha virato sull’altro nemico: Giorgia Meloni che, a suo dire, in merito alle violenze negli Usa si è comportata “peggio” di Salvini.“Poche ore lo scontro al Campidoglio – dice in riferimento alla leader di Fratelli d’Italia – ha avuto il coraggio di scrivere ‘cessino le violenze come ha chiesto Trump’. “Eh no, Meloni – ha tuonato Scanzi – non è che lo ha chiesto Trump, lui ha fatto in maniera tale che ci fossero le violenze. Poi è troppo facile dissociarsi se hai utilizzato per mesi e per anni dei toni che fomentavano quelle violenze”.

Queste le opinioni di colui che lo scorso ottobre aveva esultato per aver letto alcuni dati statistici che lo riguardavano. “Da aprile sono il giornalista più ‘potente’ sui social. Lo certificano le classifiche di Sensemakers e Prima Comunicazione. C’è però un altro dato: senza girarci troppo attorno, in Italia sono al quinto (!) posto assoluto tra gli italiani più potenti e influenti sui social. Più di Conte, più di Salvini. Più di Vasco. Eccetera. Come ‘potere’, interazioni e persone raggiunte, ho davanti solo quattro figure che peraltro con me c’entrano pochissimo (Ferragni, Gli Autogol, Fedez e Vacchi)”, aveva annunciato il giornalista che poi aveva aggiunto che l'”essere il quinto italiano più ‘potente’ sui social” significa avere anche responsabilità In quella occasione a rispondere a Scanzi, stroncandone i toni trionfalistici, non furono Salvini e Meloni bensì gli utenti dei social. Ora si attende una nuova lezione su qualche altro argomento da parte del “potente” dei social.



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