Sanità: Sant’Orsola laboratorio nazionale produzione Car-T

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L’Irccs Policlinico Sant’Orsola potrebbe diventare “factory” nazionale, con il supporto ministeriale, per la produzione in ambito sperimentale di terapie cellulari Car-t, “per creare nuovi prodotti partendo dai linfomi ed esplorando poi altre patologie ematologiche e, perché no, oncologiche”. Lo ha annunciato, specificando che “la risposta definitiva arriverà tra alcuni mesi”, Luigi Zinzani, professore dell’Istituto di Ematologia ‘Seragnoli’ dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Questa mattina, durante una conferenza stampa organizzata per fare il punto su ricerca e trattamento dei linfomi, si è soffermato su questa “efficace” terapia cellulare”: “Vengono prelevati dal paziente i linfociti e in laboratorio vengono ingegnerizzati nei confronti del linfoma di quel paziente – ha spiegato – grazie a questa terapia riusciamo a guarire un 30-35% del setting dei pazienti con linfomi aggressivi che sono all’ultima spiaggia. Oggi abbiamo le Car-T in commercio, come ‘Seragnoli’, tra gennaio e marzo, partiremo con tre trial clinici di Car-T sperimentali nell’ambito dei linfomi. Uno di questo è le Car-T da donatore: ci avviciniamo al discorso del trapianto allogenico. Se per quelle standard oggi dobbiamo aspettare 3-4 settimane, per ricevere dalla factory i linfociti ingegnerizzati, usando le Car-T da donatori si può avere questo preparato in 4-5 giorni. Di questo studio con le Car-T allogeniche saremo unico centro in Italia”.

Per quanto riguarda i linfomi, ha sottolineato il professore, le possibilità di guarigione “dagli anni Ottanta a oggi, sono passate dal 30-35% all’80%. Una percentuale – ha spiegato – raddoppiata”. La struttura bolognese, che accoglie 500 nuovi pazienti ogni anno e al momento conta oltre a 80 studi attivi di nuovi farmaci, “non si è mai fermata durante l’emergenza coronavirus – ha concluso – garantendo assistenza ai pazienti”.


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