Saldi al via in tutta Italia, caccia al risparmio

Parte la corsa all’affare con l’avvio della stagione dei saldi estivi in tutta Italia, la prima senza restrizioni dopo i due anni di emergenza Covid. Nel primo giorno di sconti e ‘occasioni’ , le performance migliori si sono registrate a Milano, Napoli, Firenze, Bologna anche se non si sono viste vere e proprie code davanti ai negozi. Partenza a rilento invece a Torino, anche per colpa del troppo caldo – dicono a Confesercenti – e a Bari

Chi acquista. Il 69% degli italiani ha già deciso di acquistare, mentre il 24% vaglierà prima la validità delle offerte. I saldi sono attesi soprattutto al Sud, dove parteciperà il 74% della popolazione, contro il 68% del Nord e il 64% del Centro. Il 33% acquisterà già durante il fine settimana.

Dove si acquista. I punti vendita fisici, quest’anno senza restrizioni, rimangono ancora i preferiti: il 64% acquisterà almeno un prodotto in un centro commerciale, il 55% in un negozio di prossimità, il 36% in una grande catena. Il 48% si rivolgerà invece a un sito o una app di e-commerce, mentre il 37% acquisterà online direttamente dal produttore.

Cosa si acquista. Soprattutto calzature, indicate dal 67% del campione. Seguono maglie, magliette, canottiere e top (66%), mentre al terzo posto ci sono gonne e pantaloni (41%).

Saldi, romani e turisti nei negozi di via del Corso: ‘Giusto qualche acquisto’

Codacons: “Partenza all’insegna dell’incertezza” 
I saldi estivi 2022 partono all’insegna dell’incertezza, e sulla propensione agli acquisti da parte degli italiani pesano caro-bollette ed emergenza prezzi. Lo afferma il Codacons. Le vendite durante il periodo di sconti rimarranno al di sotto dei valori pre-Covid, con una spesa media a famiglia che si attesterà attorno ai 165 euro – spiega il Codacons – Cresce il numero di cittadini intenzionati ad approfittare dei saldi (circa il 60% degli italiani) ma la situazione economica caratterizzata dai forti rincari dell’energia, inflazione alle stelle e carburanti in continua salita influirà sulle scelte dei consumatori, portandoli ad una maggiore prudenza negli acquisti e a contenere il budget da dedicare ai saldi. Tuttavia – analizza il Codacons – il ritorno dei turisti stranieri nelle città italiane darà un aiuto non indifferente al commercio; le percentuali di sconto applicate dai commercianti, inoltre, sono da subito altissime, così da attirare clienti nei negozi. Le vendite, tuttavia, rimarranno al di sotto dei valori pre-Covid e non saranno sufficienti a recuperare il gap con il passato: nel 2019, secondo le stime degli stessi commercianti, il giro d’affari dei saldi estivi aveva superato i 3,5 miliardi di euro.

Shopping a Torino

L’ANDAMENTO NELLE CITTÀ

A Milano partenza positiva, non solo in centro ma anche nelle vie principali di tutti i quartieri. A trainare le svendite iniziate oggi sono anche i turisti, tornati a popolare la città dopo lo stop dovuto alla pandemia. “Sta andando bene, siamo già a un +10% rispetto allo scorso anno – spiega Gabriel Meghnagi, presidente della rete associativa vie di Confcommercio Milano – anche perché ci sono molti turisti. Ci aspettavamo un segno più, un po’ per il turismo e un po’ per le feste che sono riprese, come ad esempio i matrimoni. Il turismo sta aiutando, al momento siamo molto soddisfatti. Le prime ore stanno andando bene e questo vale per tutta la città, nelle vie principali, non solo il centro”. In corso Buenos Aires, via ad alta densità di negozi a due passi dal centro, il caldo non ferma il popolo dello shopping. Sono tante le persone che passeggiano con sacchetti in mano anche nelle ore più calde della giornata. I commercianti sono soddisfatti di come stanno andando le prime ore di saldi. “C’è parecchia gente nonostante il caldo – osserva Cinzia Lucco, che gestisce un negozio di vestiti da donna -. Stamattina c’era molta più gente e nel tardo pomeriggio tornerà. Siamo tornati alle cifre pre Covid, ci sono tanti turisti e la gente ha voglia di spendere nonostante la crisi. Siamo contenti e l’entusiasmo non manca, le persone vogliono riemergere e vivere”. Anche Roberta è soddisfatta delle vendite: “sta andando bene. Siamo soddisfatti anche perché siamo ritornati al pre Covid come incassi – ha detto -. Le persone entrano e hanno voglia di spendere”.

A Napoli gente in strada e file alle casse. Buona partenza a Napoli nel primo giorno di saldi estivi. Tanta la gente in strada e in alcuni negozi si registrano file per accedere ai camerini e alle casse. Immagini che non si vedevano da tempo e che testimoniano il desiderio delle persone di tornare alla normalità ma anche una maggiore propensione alla spesa. È l’abbigliamento a fare la parte del leone e sono in particolare alcune catene nazionali e internazionali a catalizzare l’attenzione dei consumatori. Saldi che nella maggior parte dei casi propongono sconti del 30% ma non mancano negozi che già oggi offrono la merce in saldo del 50%. E se tra gli acquirenti c’è chi si fa guidare dall’occasione, c’è anche chi invece aveva ‘puntato’ nelle scorse settimane alcuni capi e ha atteso i saldi per procedere all’acquisto. Soddisfatti i commercianti che tornano a vedere gente che affolla i loro negozi.

Avvio al rallentatore per i saldi a Torino, dove il primo giorno fa registrare un calo dello scontrino medio che si attesta sui 120-150 euro, e del volume delle vendite che è sceso del 5%. La periferia soffre più delle zone centrali, ma i commercianti sperano di recuperare nelle prossime settimane. Lo comunica Confesercenti, secondo cui solo una minoranza dei negozianti conta di raggiungere almeno il livello delle vendite del 2021. “Il grande caldo – dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti – non invoglia allo shopping e induce a lasciare le città per il weekend. Le incertezze economiche scoraggiano i consumatori, portando molti a fare acquisti più oculati e limitare gli acquisti d’impulso, un tempo tipici dei saldi”. Però “una parte significativa della clientela – osserva Micaela Caudana, presidente di Fismo-Confesercenti, la federazione di commercianti di abbigliamento – deve ancora iniziare le ferie e pare che gli italiani quest’anno siano disposti a spendere soprattutto per viaggiare: auspichiamo che ciò li induca a rinnovare il guardaroba”. Anche perché il settore, sottolinea, “ha vissuto un avvio di anno deludente, con il 57% delle attività che nei primi sei mesi del 2022 ha segnalato una diminuzione delle vendite”.

A Firenze bene nonostante il caldo. Scarpe, t-shirt, abiti, con una spesa complessiva di 150 euro a persona secondo le prime stime di Confesercenti. Sono partiti bene i saldi a Firenze: diverse code nei negozi, nonostante il caldo, anche grazie ad una numerosa presenza di turisti. “Fa ben sperare – dice il presidente Fismo Confesercenti Firenze Enzo Nigi – il ritorno alla vita sociale e di aggregazione ma per una valutazione completa servirà attendere qualche giorno”. Secondo Paolo Gori, vicepresidente di Confartigianato Imprese Firenze la prima stima di stamani è di un “6-7% di vendite in più rispetto all’anno scorso. L’obiettivo per quest’anno è arrivare ad un incremento intorno al 10%, nei prossimi giorni capiremo se sarà realizzabile. Io però sono ottimista”. Parziale ottimismo anche da Confcommercio Toscana. Il presidente regionale Federmoda Confcommercio Toscana Paolo Mantovani dice che “c’è interesse per l’acquisto scontato ma sono lontane le resse di un tempo” mentre il presidente toscano di Fipe-Confcommercio (che è pure vicepresidente vicario nazionale) Aldo Cursano evidenzia che per le aziende “sono aumentati i costi e sono diminuite le marginalità, aspetto un po’ preoccupante”.

In Puglia un inizio a rilento. Sono partiti a rilento, come previsto dalle associazioni di categoria, i saldi in Puglia. Da oggi e sino al 15 settembre i negozi potranno applicare la scontistica sui prezzi ma questa mattina non si sono registrati particolari file davanti alle boutique di Bari. Complice il gran caldo, molti si sono “rifugiati” sulle spiagge, a fare shopping soprattutto i turisti presenti in città. La maggior parte dei commercianti per l’esordio ha esposto saldi dal 20 al 30% ma nelle prossime settimane si salirà sino al 70%. Secondo le previsioni della Confcommercio mediamente le famiglie pugliesi spenderanno circa 200 euro per gli acquisti scontati. “Ma – avvisa il Codacons nazionale – c’è grande incertezza” a causa del caro bollette e degli aumenti in generale, per cui la spesa media sarà più bassa delle previsioni. L’Osservatorio di Confesercenti prevede, nonostante tutto, un incremento del fatturato di vendita rispetto all’anno scorso. Proprio Confesercenti ha contestato la data di inizio dei saldi, ritenendo che l’avvio sia stato troppo anticipato e che sarebbe stato meglio attendere agosto. La novità del 2022 è che i negozianti non potranno più rifiutare il pagamento con carte di credito o debito: le nuove norme, in vigore dal 30 giugno prevedono multe per chi non si è adeguato o per chi rifiuta l’uso delle carte.

LE PREVISIONI

“Il 2022 fino ad ora è stato deludente in particolare per le piccole e medie imprese del retail fisico, ancora più in difficoltà a causa dell’aumento dei costi fissi”, spiega Benny Campobasso, presidente nazionale di Fismo, l’associazione delle imprese moda di Confesercenti. “Per questo, invitiamo per i saldi a comprare nei negozi fisici, non solo per una maggiore qualità dell’acquisto – si possono toccare con mano e provare i capi, assistiti da un addetto alle vendite – ma anche per contribuire alla ripresa economica delle imprese e alla rivitalizzazione delle città e dei piccoli borghi”.

Dovranno aspettare il 15 luglio, invece, i cittadini della Provincia autonoma di Bolzano. Un rito che assume un valore ancora più importante visto che le famiglie si trovano a fronteggiare l’aumento dell’inflazione e una riduzione del proprio potere d’acquisto.

Commercianti e consumatori hanno fatto ciascuno le proprie stime e in media una famiglia spenderà tra i 150 e i 270 euro per acquistare prodotti in saldo. Secondo Confcommercio il valore complessivo del giro d’affari si attesterà a 3,1 miliardi e ogni famiglia spenderà 202 euro, 88 euro pro-capite. “Una stima in leggero aumento rispetto allo scorso anno – valuta il presidente nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni – e corrispondono al ritorno del turismo nazionale ed internazionale, soprattutto sulle coste e nelle città d’arte”.

L’appuntamento con i saldi estivi “quest’anno coglie le famiglie in una situazione di forte difficoltà”, afferma invece l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori che nell’indagine sugli acquisti nelle città di Roma, Milano e Napoli stima che “secondo le intenzioni il 37,4% delle famiglie è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 149 euro a famiglia”.

Poco distanti le stime del Codacons, che indica una spesa media di 165 euro a famiglia, mettendo al contempo in guardia sul periodo di incertezza scaturito dal caro-bollette e dall’emergenza prezzi. L’associazione dei consumatori sostiene che le vendite rimarranno al di sotto dei valori pre-Covid, prendendo ad esempio il dato del 2019, quando il giro d’affari dei saldi estivi superò i 3,5 miliardi di euro.

A far sperare in un buon andamento delle vendite sono i numeri di uno studio elaborato da Confimprese ed EY, che rileva come siano tornati a crescere i consumi in Italia: +6,2% a maggio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019. A spingere l’aumento è il settore dell’abbigliamento e degli accessori, che fa segnare un incremento del +12,6%; segue la ristorazione in crescita dell’1,5%, mentre in negativo resta il retail non food, che chiude maggio a -5%. Numeri però che, a una analisi più approfondita, restituiscono un quadro diverso: restano infatti in negativo i dati dei consumi nei primi cinque mesi dell’anno, con il totale mercato in calo dell’11,1% e il record negativo proprio per i settori abbigliamento e accessori, che segnano un -19%.

Secondo Confimprese ed EY lo scontrino medio per i saldi estivi sarà di 268 euro a famiglia, con l’80% che indirizzerà gli acquisti nel settore dell’abbigliamento-accessori, il 35,2% in prodotti beauty, igiene e cura della persona, mentre al terzo posto, con il 32% di preferenze, si attestano i prodotti per la casa e l’arredo.

Secondo la presidente di Fismo Confesercenti per la provincia di Genova, Francesca Recine, il 2 luglio è una data di “inizio troppo anticipato”, in un momento di forte ripresa degli affari trascinati anche dal turismo. “Se il settore turistico – spiega Recine – alza i prezzi in alta stagione, quando maggiore è la richiesta di pernottamenti, perché quello della moda e dell’abbigliamento li deve addirittura abbassare? Un controsenso che denunciamo da tempo”.


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