Renzi apre la crisi di governo: “I ministri di Italia Viva si dimettono”

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Articolo in aggiornamento

Alla fine Matteo Renzi è andato fino in fondo: la delegazione di Italia Viva si è dimessa e la crisi di governo si è ufficialmente aperta. Lo ha annunciato il leader di Italia Viva nel corso della conferenza stampa alla Camera. “Ci vogliono coraggio, libertà interiore, senso di responsabiltà. La crisi non l’abbiamo provocata noi, è aperta da mesi. A questo punto noi lasciamo le poltrone. Noi non daremo i pieni poteri a nessuno“, ha fatto sapere. Il leader di Iv ha pertanto spiegato i motivi che l’hanno portato a questa decisione: “Il senso di responsabilità consiste nell’affrontare i problemi, non a nasconderli. Siamo consapevoli che la nostra responsabilità è quella di dare risposte al Paese. Noi non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline“.

L’ex sindaco di Firenze si è detto disponibile al confronto con tutti i partiti politici, ribadendo comunque la “fiducia incrollabile” nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Se le forze politiche dell’attuale maggioranza hanno voglia di affrontare i temi, lo facciano ma senza rinviare ancora. Senza continui giochi di parole, comunicati roboanti. La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo“.

La giornata

Nel primo pomeriggio il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per riferire le decisioni del Consiglio dei ministri di ieri sul Recovery Plan e per gli ultimi aggiornamenti relativi allo stato dei rapporti all’interno della coalizione che sostiene il governo. Il capo dello Stato ha sottolineato la necessità di uscire velocemente dalla situazione di incertezza in cui si trovano l’esecutivo e la maggioranza giallorossa, di fronte all’allarmante situazione causata dall’emergenza Coronavirus. Il premier poi, tornando a piedi a Palazzo Chigi, si è trattenuto qualche minuto con i cronisti per esplicitare la totale disponibilità a un patto di legislatura e per fissare le condizioni per andare avanti: “Il governo può andare avanti solo con il sostegno della coalizione di maggioranza, di tutte le forze di maggioranza, di ciascuna forza di maggioranza. Io quello che posso auspicare è che tutti quanti si possa lavorare in modo costruttivo, trovandoci attorno a un tavolo se c’è la volontà di confrontarsi in modo leale e costruttivo. Sicuramente una crisi non sarebbe compresa dal Paese“.

In mattinata non sono mancate altre tensioni, nonostante il lavoro svolto dai pontieri fino all’ultimo minuto utile. “Si sono scordati di avvisarci“, hanno replicato fonti di Italia Viva alle voci di un possibile punto di incontro trovato per far rientrare la crisi. I renziani – che aspettavano una decisa presa di posizione del premier – hanno lasciato aperte le finestre del dialogo, così come testimoniano le parole del parlamentare Gennario Migliore: “Sulle dimissioni dei ministri non abbiamo ancora deciso. Uno spiraglio per evitare la crisi? Noi siamo sempre pronti all’interlocuzione, il problema è che dall’altra parte si cercavano i Mastella di turno…“. Anche la senatrice Donatella Conzatti ha lasciato trapelare apertura: “Se c’è questa disponibilità a rafforzare la coalizione con un patto di legislatura, come ha appena detto Conte, va subito esplorata“.



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