Renzi, alla scuola della Lega, rilancia la legge sul “sindaco d’Italia”

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Il leader d’Italia Viva Matteo Renzi ha partecipato, nel corso della giornata odierna, ad un appuntamento della Scuola politica della Lega di Matteo Salvini a Milano.

“Siamo avversari politici – ha premesso subito l’ex presidente del Consiglio, riferendosi al Carroccio – , anche se adesso appoggiamo lo stesso governo ma in un Paese civile il confronto tra persone diverse è un bene. Qualche anno fa Conte venne qui a lisciare il pelo, a partecipanti della scuola e agli amministratori, e a dire sono populista. Io non sono populista e non vengo qui a lisciare il pelo”. I militanti leghisti hanno riservato un plauso come accoglienza.

L’ex premier ha dunque marcato subito una distanza netta tra lui e l’ex capo degli esecutivi gialloverdi e giallorossi, che aveva a sua volta preso parte alla medesima iniziativa leghista. Il fondatore d’IV, nel corso dell’evento, è stato intervistato dal direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano.

Renzi si è soffermato anche sulla legge elettorale, un provvedimento ventilato ma che non è detto venga approvato dal Parlamento prima della fine di questa legislatura: “Mi piacerebbe una come quella del sindaco d’Italia”, ha detto l’ex presidente del Consiglio, riferendosi al modello delle elezioni amministrative. E ancora: “Si va al ballottaggio e chi vince governa per cinque anni. Facciamo una legge elettorale tranquilla dove sono i cittadini che scelgono”.

C’è stato spazio anche per parlare del termovalorizzatore a Roma. Quello che i grillini di Giuseppe Conte e di Virginia Raggi non vogliono: “Sul termovalorizzatore io sono da sempre favorevole. Il simbolo di Roma è la lupa, da quando c’è la Raggi sono i cinghiali”, ha continuato Renzi, così come ripercorso da Italpress. E sul Pnrr: “Ha un grande problema di attuazione, in particolare laddove alcune realtà amministrative sono in ritardo. Ma siamo tutti sulla stessa barca su questi temi”.

Quello che è essenziale riguarda la necessità di non disperdere quanto predisposto dall’Unione europea: “Il punto fondamentale è non bruciare questa opportunità che storicamente non ricapita. Non giudico la scelta del governo di partire da progetti già pronti” – ha aggiunto – “non si è fatto un disegno strategico. Funzionerà? Spero. E spero che infrastrutture siano un volano. Però finché c’è una burocrazia che blocca tutto”.

Il leader d’Iv ha ribadito anche di essere contrario alla patrimoniale ma ha rimarcato come il principio di tassazione progressiva sia, oltre che tutelato dalla Carta Costituzionale, pure necessario per via dell’aumento delle diseguaglianze sociali. “Oggi quando a vai a pagare le tasse ti viene la voglia di sbattere la testa contro il muro”, ha fatto presente, così come ripercorso dall’Ansa.

In relazione alla Giustizia, argomento su cui Renzi si è soffermato molto anche attraverso il suo ultimo libro, ossia “Il Mostro”, il leader d’Iv ha ricordato come “a Falcone il Csm” abbia “fatto la guerra, le correnti gli hanno fatto la guerra”. E su Paolo Borsellino: “Questo martire della mafia, è stata negata giustizia con un’operazione di depistaggio e un processo farsa”.

La disamina sul MoVimento 5 Stelle è stata come sempre senza sconti: per Renzi Conte vuole il voto anticipato perché è consapevole di non arrivare “integro” alla scadenza naturale di questa legislatura.


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