Ravenna. Il sindaco riflette ancora sul Dpcm ‘improvvisato’

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PREMESSA
Il Governo ha il diritto e il dovere di assumere le misure che ritiene necessarie per contrastare la diffusione della pandemia, e, come avvenuto finora, troverà la massima collaborazione dei Sindaci, che, oltre a fornire, laddove richiesto, il proprio supporto alle decisioni, poi applicheranno le norme adottate, a prescindere dal fatto che le condividano o meno.
Nessuno ha paura di prendersi delle responsabilità, i Sindaci lo fanno tutti i giorni, in questo 2020 più che mai, senza guardare alla popolarità o impopolarità delle decisioni. Ma per decidere e attuare le decisioni servono gli strumenti giusti.
FATTO
Fino all’annuncio in diretta di ieri sera, da parte del Governo nessuno aveva mai presentato come imminente la possibilità di interdire al pubblico la libera circolazione nelle città o in parte di esse dopo una certa ora (il cosiddetto “coprifuoco” alle 21, per capirci).
Nella prima stesura, quella che abbiamo appreso in diretta e che ci ha fatto molto arrabbiare, non era prevista una “possibilità”, ma un obbligo, di chiudere alle 21 tutti gli spazi dove potenzialmente si potesse creare assembramento. Di fatto non una scelta discrezionale, ponderata e gestita fra Sindaci, AUSL, Prefetti e Forze dell’Ordine e di Polizia, come molti di voi nei commenti avete auspicato, ma quello che abbiamo definito come uno “scaricabarile” sui Sindaci che da soli si sarebbero dovuti assumere la responsabilità di blindare, per conto del Governo, parti della città.
GIUDIZIO
Bene che il governo, abbia, in extremis corretto questa norma, oggettivamente un po’ improvvisata e scritta male (probabilmente se non si fosse fatto un po’ di rumore notturno la correzione non ci sarebbe stata). Male che non abbia ritenuto opportuno confrontarsi preventivamente con noi, come per altro fa da 8 mesi quasi quotidianamente. Ora il Ministero dell’Interno ci convochi per chiarire definitivamente come ritiene che questa norma vada applicata e chi si debba fare carico dei controlli, e poi, in tutta Italia, laddove servisse, come sempre, faremo la nostra parte.
POST SCRIPTUM
Per la nostra città, Ravenna, il mio auspicio è che i comportamenti individuali di ciascuno e ciascuna di noi, ci consentano di non dovervi ricorrere o al limite, di farlo il meno possibile, perché essere costretti a vedere vie e piazze presidiate dalle forze dell’ordine, per evitare che ci si assembri fuori dai locali senza mascherina, fa male al cuore.

Michele de Pascale
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