Piace, sa mediare e ha amici che contano. Così Conte adesso gioca contro Spadafora

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È più di un sospetto: la chiusura di piscine e palestre, inserita nell’ultimo dpcm, sa tanto di sgambetto del premier Conte al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Un colpetto basso per offuscare la popolarità del ministro. Conte teme la rete di relazioni di Spadafora. Quel filo diretto con Pd, Forza Italia e M5S su cui il ministro costruisce la scalata verso Palazzo Chigi in un governo delle larghe intese. E così, mossa dopo mossa, l’avvocato del popolo prova a indebolire il ministro dello Sport. Il sospetto diventa quasi una certezza, se si pensa che 24 ore prima dello stop a palestre e piscine, Spadafora ha varato un protocollo di sicurezza più stringente per consentire ai gestori delle attività sportive di restare aperti. Poi è arrivato l’alt.

Missione quasi compiuta, quella del presidente del Consiglio: la rabbia dei gestori di piscine e centri sportivi privati si è rovesciata contro Spadafora. E non è il primo incidente tra Conte e il suo ministro dello Sport. La settimana scorsa è arrivato un altro piccolo sgambetto: il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi ha smontato la riforma (legge delega) dello Sport messa a punto da Spadafora. Un altro schiaffo alla credibilità e popolarità del ministro dello Sport. Ma ora il malcontento tra i parlamentari grillini, vicini a Spadafora, esplode: «Il premier tenta di mettere sempre in cattiva luce Spadafora perché lo vede come una minaccia per il proprio futuro politico».

Da dove nasce la minaccia? Va fatto un passo indietro: agosto 2019. Il governo Pd-Cinque stelle nasce ufficialmente a casa Spadafora durante una cena tra Luigi di Maio e Nicola Zingaretti. Spadafora è sempre stato visto come ufficiale di collegamento tra i Cinquestelle e il Pd. Non è un caso che il suo nome sia circolato per la guida del governo giallorosso. Ma Conte teme soprattutto la rete di Spadafora che va oltre il recinto giallorosso: il ministro dello Sport è stimato negli ambienti di Forza Italia (buoni rapporti con Mara Carfagna e Renato Schifani). Apprezzato nell’universo renziano: Spadafora e Renzi hanno condiviso la comune esperienza nella Margherita ai tempi di Francesco Rutelli.

E poi nei 14 mesi dell’esecutivo Conte uno, Spadafora è stato il canale utilizzato dal Quirinale per comunicare con Matteo Salvini e Luigi di Maio. Il ministro dello Sport ha un pedigree internazionale di tutto rispetto. A lui si devono i viaggi dell’allora capo politico dei Cinquestelle Di Maio negli Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna. É il profilo perfetto (che sta bene ai Cinquestelle) per costruire una maggioranza larga, oltre i confini di Pd e M5S. A Palazzo Chigi è scattato l’allarme: Conte vuole bloccare l’esposizione mediatica (positiva) del suo ministro. E cosi da settimane sarebbe iniziata la guerra di logoramento con colpi bassi e sgambetti.



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