Morta in ospedale da 2 giorni, ma nessuno avvisa familiari

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(ANSA) – COSENZA, 22 FEB – Arriva in pronto soccorso e muore,
ma i familiari lo scoprono due giorni dopo. E’ accaduto
all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza dove il 16 febbraio
scorso è giunta un’anziana ospite di una casa di riposo di
Dipignano, e della quale i familiari hanno perso completamente
le tracce per poi ritrovarla due giorni dopo in una cella
frigorifera dell’obitorio. A rendere nota la vicenda sono i
figli della donna la signora Maria, che hanno dato mandato al
loro legale per presentare un esposto in Procura e
contestualmente richiedere la cartella clinica della paziente.
    “Vogliamo solo sapere – ha detto figlia dell’anziana, Maria Pia
Esposito – cosa sia realmente accaduto a nostra madre e perché
nessuno ci ha avvisato, nonostante sulla sua scheda ci fossero
tutti i nostri numeri”.
    Secondo quanto ricostruito dai familiari, nel pomeriggio del 16
febbraio la signora si sente male e accusa diversi sintomi tra
cui vomito. La struttura che la ospita allerta immediatamente
il 118 e l’anziana viene trasportata in ospedale. Dopo qualche
ora dall’arrivo al Pronto Soccorso un medico interpella i
familiari per chiedere informazioni sullo stato clinico. Il
genero dopo aver fornito le informazioni di cui era a conoscenza
consiglia di contattare la struttura che ha certamente il quadro
clinico esatto. Da allora è black-out. “Abbiamo telefonato per
ore e per giorni senza mai ricevere alcuna risposta – aggiunge
la figlia – ci siamo anche recati fisicamente al Pronto soccorso
ma non ci hanno fatto entrare ripetendoci che dovevamo
esclusivamente telefonare ai numeri forniti dall’ospedale. Il
centralino però continuava a passare le nostre telefonate al
reparto, ma il telefono squillava a vuoto o cadeva la linea”.
    Solo il 18 febbraio “mio marito – prosegue Maria Pia Esposito –
riesce a parlare con un medico, che dopo numerose insistenze ci
comunica che mia madre era morta da due giorni e che si trovava
in una cella frigorifera dell’obitorio”. I figli della donna
chiedono chiarezza sull’accaduto. (ANSA).
   


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