Migranti:sciopero e corteo braccianti nel Reggino

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(ANSA) – SAN FERDINANDO, 21 DIC – Hanno incrociato le braccia
e sono scesi in piazza per protestare dopo la morte di Gassama
Gora, investito e ucciso a Gioia Tauro nei giorni scorsi mentre
rincasava a bordo di una bici, i braccianti ospiti della tendopoli di San Ferdinando, in Calabria. L’investitore non si
era fermato ed è stato rintracciato e arrestato dopo qualche
ora.
    Dalla tendopoli si è snodato una corteo per chiedere “casa, diritti e dignità”. “Oggi nessuno va al lavoro – hanno
spiegato gli organizzatori della manifestazione – perché un
amico e fratello, dopo una vita di razzismo e sfruttamento, da
quel razzismo è stato ucciso. La rabbia è troppa, non restare
zitti, scendere in strada per ricordare Gora e lottare contro
tutto questo è l’unica arma che ci resta”.
    “Un altro fratello ucciso, un’altra morte – è scritto in
una lettera aperta dei migranti – che si poteva evitare. Per
questo, per tutta la giornata di oggi noi lavoratori della terra
saremo in sciopero. Non troverete nessuno di noi nei campi, nei
magazzini e nelle serre. Siamo stanchi di essere sfruttati e
ammazzati dagli stessi che di giorno ci obbligano a lavorare
senza contratti né garanzie nei campi, a vivere come animali e
la sera ci tirano giù come birilli, perché la vita di un
africano non conta. Non siamo braccia, siamo uomini”.
    “Da decenni ormai – riporta ancora il testo della lettera –
veniamo qui per lavorare e senza le nostre braccia non ci
sarebbero frutta e verdura né sugli scaffali, né sulle tavole ma
questo non importa. Nonostante le promesse che arrivano ad ogni
stagione, per noi non ci sono mai stati e continuano a non
esserci alloggi decenti, contratti regolari, certezza e celerità
nel rinnovo dei documenti, con lungaggini che ci costringono a
rimanere qui per mesi. Vogliamo casa,diritti,documenti e lavoro
regolare,vogliamo vivere una vita dignitosa come ogni essere
umano meriterebbe. Schiavi mai”. (ANSA).
   


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