Meloni: “Il governo voleva spaccare il centrodestra, ma non ci è riuscito”

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Un tentativo fallito in partenza per cercare di spaccare il centrodestra e di rovinare gli equilibri che in questi anni la coalizione è riuscita a trovare. Il governo auspicava la rottura totale tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega ma i loro sogni hanno dovuto fare i conti con una realtà di fatto: tutti e tre hanno votato in maniera compatta sullo scostamento di bilancio. Lo avevano già fatto in occasione dei primi due per poi astenersi invece alla terza richiesta, considerato che erano state dilapidate “enormi risorse senza mai chiederci nulla e senza considerare affatto le nostre proposte“. Giorgia Meloni e gli altri leader hanno comunque portato avanti un concreto spirito di collaborazione e continuato a dare il loro contributo.

In tutto ciò sperava di sguazzarci la maggioranza giallorossa, che voleva dividerli “per coprire una debolezza drammatica” e per “indebolirci“. Serviva soprattutto al Partito democratico che, dando l’impressione di trattare con i forzisti, avrebbero voluto “dare un avvertimento ai Cinque Stelle“. “Volevano spaccarci, non ci sono riusciti. Questa è la verità. L’obiettivo è stato sempre e solo dividerci per indebolirci“, è lo sfogo della presidenze di FdI. Che lamenta continue provocazioni “fino all’ultimo” per far sì che non votassero e lo facesse solo Forza Italia, augurandosi di poter cambiare lo scenario politico. Il Carroccio e Fratelli d’Italia tuttavia sono riusciti a tenere gli azzurri dalla loro parte e a essere fermi sulla loro richiesta: “O accolgono le proposte che tutti facciamo e tutti votiamo sì, o non lo fanno e non voteremo. E questo è successo“.

“La forza dei partiti ora è diversa”

Matteo Salvini ha recentemente evidenziato la necessità di una federazione del centrodestra per evitare che le visioni diverse all’interno della coalizione possano diventare laceranti. La Meloni si è schierata contro la proposta del leghista poiché ritiene improbabile che improvvisamente si possa passare dall’ognun per sé a un partito unico. Pertanto ai suoi alleati ha proposto un modello alternativo: “Io sono per una confederazione, che preveda partiti distinti con le loro identità ma un patto di consultazione permanente per coordinare il più possibile le scelte. In questo caso, ci sto“.

La Lega in Parlamento ha numeri molto maggiori di Fratelli d’Italia, stessa cosa i forzisti al Senato. Qualcuno potrebbe vederci un tentativo di egemonia di Salvini fondendo i gruppi parlamentari, ma l’ex ministro della Gioventù non ci vede questo spirito di malizia: “Però certo oggi i gruppi parlamentari non rispettano nei numeri i reali pesi dei partiti della coalizione. E in un dibattito su cosa fare anche questo conta“.

“Il governo vuole Berlusconi”

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la leader di FdI si è espressa anche sulle voci secondo cui in FI ci sarebbe stata una forte spinta per votare da soli: si è limitata a ribadire la totale fiducia nei confronti del Cav quando sostiene che il centrodestra non è in discussione. E si è detta contenta che alla fine abbia isolato chi in Forza Italia, “magari per perseguire obiettivi di carattere personale, stava per fare il passo più lungo della gamba rischiando di far saltare l’unità della coalizione“. Intanto il governo continua a strizzare l’occhio a Berlusconi, facendo “ponti d’oro” a un pezzo dell’opposizione. “Ma i pifferai magici finora hanno fallito. Continuo a credere che se Berlusconi avesse voluto passare a sinistra lo avrebbe già fatto“, è la convinzione della Meloni.



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