Ma quali ristori sono elemosine

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Subito la mazzata, poi forse arriverà il «ristoro». C’è un motivo per cui Conte, per annunciare la compensazione delle perdite economiche che imprenditori e commercianti subiranno per via di questo nuovo lockdown, non usa la parola «indennizzo» e neppure «risarcimento», bensì «ristoro». E la ragione è che i primi due termini indicano una cifra che si basa su parametri oggettivamente proporzionali alla perdita (come avviene per esempio nelle sentenze delle cause civili), il «ristoro» è invece una libera elargizione del buon Samaritano nei confronti del viandante. E allora ci sarebbe piaciuto sapere contemporaneamente all’annuncio del danno quanto è grande il cuore del nostro Samaritano e quanto ampio il suo portafoglio e quanto veloce la sua generosità.

Non è una questione di lana caprina o di vis polemica, è il cuore di tutta la questione. Lo abbiamo già scritto più volte. Per quanto dolorose e faticose siano, le rinunce imposte di nuovo a una larga fetta di italiani vanno accettate e da noi messe in atto per un bene comune e superiore. Ma questa volta non possono essere gratis, e non solo per una questione di principio o di giustizia: chi viene fermato nuovamente ai box, se non viene ben assistito rischia davvero di non ripartire, e a quel punto il sacrificio sarebbe di fatto inutile.

Mi sarebbe piaciuto che su questo tema decisivo il Parlamento in queste ore avesse fatto sentire forte la sua voce, incalzato il governo, discusso e fatto una proposta. E invece sapete di che cosa si sono occupati ieri i deputati? Si sono prima accapigliati e sulla questione dei transgender e poi hanno approvato la legge sugli intersessuali, che tra l’altro introduce sul tema pure il reato di opinione, che in tempi di rigido politicamente corretto ovviamente non poteva mancare.

Occhio quindi, non sappiamo ancora il significato di «ristoro», ma in compenso da ieri dobbiamo adeguarci a usare e declinare correttamente le parole «sesso», «genere», «orientamento sessuale» e «identità di genere», che ai miei tempi indicavano più o meno tutte la stessa cosa, sia pure con coloriture verbali diverse anche a seconda dei dialetti. Chi sbaglia sarà punito, e non è uno scherzo del Covid ma della maggioranza giallorossa. Non è il primo, speriamo che sia l’ultimo.



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