Lockdown domani nelle 4 zone rosse. Anche la stretta arriva in ritardo

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Si attende per tutto il giorno. Ma la cabina di regia in corso all’alba tra Cts e le Regioni si scioglie senza una decisione che appare sempre più difficile. Ci si scontra sui dati epidemiologici sulla base dei quali far scattare le misure più restrittive. Ed ecco che invece l’ordinanza del ministero della Salute che suddivide l’Italia in regioni in zone rosse, arancioni e gialle (il verde iniziale è scomparso ieri), con relative limitazioni, arriva per bocca del premier Giuseppe Conte in conferenza stampa alle 20.20. Parla di «ordinanza aggiornata agli esiti dei monitoraggi aggiornati alla settimana precedente (gli ultimi dati completi disponibili ndr). Ma sono criteri oggettivi. Non ci sono aree verdi, perché la pandemia corre ovunque». Le misure del Dpcm entrano in vigore da domani, si slitta di un giorno, per consentire a tutte le attività di adeguarsi. E la prima ad adeguarsi è l’Alta velocità ferroviaria. Causa nuovi divieti di spostamento, Italo ha annunciato che dal 10 novembre ridurrà drasticamente i servizi e metterà il personale in cassa integrazione.

Ma torniamo ai colori. Come da previsioni, le regioni che entrano nella fascia rossa, con «criticità alta», sono Lombardia, Calabria, Piemonte e Valle d’Aosta. Qui sarà vietato ogni spostamento interno salvo comprovate esigenze, motivi di lavoro, di salute. Si esce di casa solo con l’autocertificazione. Non ci si può spostare da una regione a un’altra o da un comune a un altro salvo per comprovate esigenze (dunque niente trasloco in seconde case). Chiusi bar e ristoranti, consentito l’asporto fino a 22, niente restrizioni per la consegna a domicilio. Chiudono i negozi, fatta eccezione per alimentari e beni di prima necessità. Aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parrucchieri e barbieri, lavanderie. Gli uffici pubblici lavorano in presenza solo per attività indifferibili altrimenti in smart working. A scuola scatta la didattica a distanza alle superiori, anche in seconda e terza media. Aperte solo le scuole per l’infanzia, le elementari e la prima media. Consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione e quella sportiva solo all’aperto e in forma individuale. Sui mezzi di trasporto capienza ridotta al 50%, ad eccezione dei mezzi scolastici.

Zone arancioni, con criticità «medio alta» sono Puglia e Sicilia. Qui sarà vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino salvo comprovate esigenze e solo con autocertificazione. È vietato spostarsi in entrata e in uscita dalla regione e da un comune a un altro, salvo comprovate esigenze. Ci si può spostare dal proprio comune per usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune di abitazione o residenza. Chiusi bar e ristoranti che possono operare per asporto fino a 22 e senza restrizioni per le consegne a domicilio. E poi si applicano anche qui tutte le altre misure previste per le regioni gialle (le restanti), a «criticità moderata»: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano. Qui nei giorni festivi e pre festivi saranno chiusi i negozi nei centri commerciali, tranne le farmacie, negozi di generi alimentari e tabacchi. Chiudono mostre e musei, teatri e cinema. C’è la didattica a distanza nelle scuole superiori fatta eccezione per disabili e attività di laboratorio. Sospese lezioni in presenza all’università, stop a prove e concorsi. Ridotta la capienza sui mezzi trasporto, non più del 50%. Scoppia il caso politico. La Campania del dem Vincenzo De Luca, il primo a chiudere le scuole e a reclamare misure più stringenti, è declassata a zona gialla, nessuna misura particolare. Le regioni potranno anche cambiare «fascia», nel caso le condizioni di rischio scendano «per non meno di 14 giorni». Da chiarire ancora la questione seconde case e attività motoria nelle zone rosse. Il Dpcm la ammette in prossimità della propria abitazione, ma non specifica se si possa fare jogging al parco o comunque in un luogo distante.



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