L’Italia torna “zona rossa” d’Europa

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L’Italia è di nuovo zona rossa. Nel giro di una manciata di giorni i contagi hanno iniziato a correre e quello che gli esperti avevano predetto sta puntualmente accadendo: il numero di nuovi casi sale vertiginosamente e si allinea alle cifre degli altri paesi Ue in crisi, dalla Francia alla Spagna al Belgio. Il Centro Europeo per il controllo delle malattie, l’Ecdc, ha aggiornato la mappa che evidenzia il livello di rischio degli stati Ue in base alla colorazione: nel giro di una settimana siamo passati dall’arancione al rosso. Soltanto una regione, la Calabria è arancione ma la scorsa settimana era l’unica ancora in verde.

Che cosa significa? Il rosso indica che il tasso di notifica di 14 giorni è di 50 casi per 100.000 abitanti o superiore e il tasso di positività del test è del 4 per cento. Oppure corrisponde semplicemente a un tasso di notifica di 14 giorni superiore a 150 casi per 100.000 abitanti.

Ma quasi tutta l’Europa è sotto pressione. Tra i paesi che preoccupano di più, anche per il rapporto tra l’incidenza dei casi e la popolazione in numeri assoluti, c’è sicuramente il Belgio che da giorni ha superato il tetto dei 10.000 nuovi contagi quotidiani e ieri ha toccato il record di 16.746. L’ Istituto di Sanità Pubblica Sciensano indica Bruxelles e la Vallonia come le regioni più colpite d’Europa. «Questo fine settimana o la prossima settimana, dovremmo raggiungere 20.000 contagi al giorno», avverte l’esperto dell’Istituto Sciensano, Steven Van Gucht. Eppure il primo ministro belga, Alexander De Croo, non ha voluto imporre un nuovo lockdown, limitandosi ad una serie di nuove misure restrittive che molti però ritengono insufficienti.

Desta allarme anche la situazione della Svizzera che ha registrato 6.634 nuovi casi di Covid-19 e 10 morti nelle ultime 24 ore. Tantissimi se valutati in proporzione al numero di abitanti.

In crisi anche i Paesi Bassi da dove ieri per la prima volta si è alzato in volo un elicottero dedicato al trasporto di un paziente affetto da Covid-19 verso l’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Muenster, in Germnia. Le strutture sanitarie dell’Olanda sono sotto pressione e il ponte aereo si è reso necessario nel momento in cui la media dei nuovi casi giornalieri di sette giorni è salita da 24,58 contagi per 100mila abitanti a 47,74 casi. Una media raddoppiata nel giro di una settimana.

Nella bufera anche la Repubblica Ceca dove i contagi viaggiano intorno ai 15mila al giorno. Nell’occhio del ciclone il ministro della Sanità, Roman Prymula, dopo che il tabloid Blesk ha rivelato che due giorni fa avrebbe violato le rigide restrizioni del governo per il coronavirus recandosi in un ristorante a Praga per incontrare Jaroslav Faltynek, vice capo del movimento di governo guidato dal primo ministro Andrej Babis. In base alle restrizioni, ristoranti, bar e scuole sono chiusi e l’incontro è avvenuto solo poche ore dopo che Prymula aveva annunciato ulteriori misure di prevenzione. Non solo. Nelle foto il ministro non indossava la mascherina, obbligatoria sempre. Ma Prymula nega tutto e respinge la richiesta di dimissioni piovuta sulla sua testa dall’opposizione.E il virus galoppa ovunque in Europa. Ieri oltre 20mila nuovi casi in Uk, quasi 10mila in Germania e oltre 13mila in Polonia.

La Francia ha superato il milione di casi in totale e in Spagna il premier Sanchez denuncia che i casi positivi in realtà sono saliti ad oltre 3 milioni.



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