L’anormale democrazia alla deriva

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L’Italia si trova in una situazione politica anomala. In un momento di grandissimo pericolo a causa della pandemia ha un Parlamento ancora dominato dai Cinque stelle, un Movimento rivoluzionario partorito dalla fantasia creativa di Casaleggio e guidato sulle piazze da uno straordinario tribuno come Beppe Grillo. La loro ideologia era di tipo anarchico-comunista: tutti uguali, la gente fa le leggi da sola attraverso il web, eliminazione del Parlamento, distruzione della cultura del libro, decrescita economica, ecologismo radicale… Il gruppo arrivato in Parlamento era un corpo politico estraneo che non dialogava con nessuno e c’è voluta la volontà di Salvini per sdoganarlo e portarlo al governo. Poi il Pd ha sostituito Salvini e ne è uscito un governo ibrido, inadatto a gestire una pandemia. Per di più, nelle elezioni regionali ha prevalso il centrodestra e si sta delineando un contropotere regionale. Quindi oggi abbiamo un Parlamento e un governo che, stando ai sondaggi, non verrebbero rieletti, ma non essendoci più elezioni, pensano di restare al potere fino al 2023.
Se fossimo negli Stati Uniti, in cui la Camera dei Rappresentanti viene eletta per due anni e il Senato ogni due anni viene rinnovato per un terzo, i nostri politici sarebbero già stati in buona parte cambiati.
Gli americani ritengono che in democrazia tutti debbano essere eletti e riconfermati da elezioni. E le elezioni avvengono continuamente in modo da far sì che il sistema politico sia sempre aggiornato dalla volontà popolare. Da noi no. I mandati continuano anche quando non c’è più questo sostegno. Il risultato di questa mancanza di democrazia è un governo in perenne crisi di legittimità e un presidente del Consiglio non eletto che governa con decreti presidenziali e si circonda di commissari scelti da lui come se fosse un re. Ma quanto tempo può durare uno Stato così anormale? Si stanno creando le condizioni per un nuovo movimento collettivo di rivolta o per uno sconvolgimento istituzionale.



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