L’amarezza di Zingaretti. “Mossa incomprensibile. Da Iv errore gravissimo”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Ci hanno provato fino all’ultimo ad apparecchiare la pace tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte. Fanno sapere che ci riproveranno finché sarà possibile. Ma intanto protestano per il salto nel buio dell’ex rottamatore. Senza risparmiare, sottotraccia, frecciate velenose all’indirizzo di Conte. Sull’escalation infatti pesano le minacce fatte arrivare a Renzi dall’avvocato del popolo. Tra veline in cui si sbarrava la porta ad altri governi con Italia Viva e telefonate ai responsabili che giocano a nascondino invece di «palesarsi», come aveva preconizzato il gran suggeritore di Nicola Zingaretti, ovvero Goffredo Bettini. Comunque, nonostante le bordate private contro l’arroganza di Conte e del suo cerchio magico di Palazzo Chigi, l’indignazione pubblica è tutta per il leader di Iv.

Il tentativo finale di mediazione è affidato proprio a Bettini. Che scrive su Facebook dopo che Conte fa capolino davanti al Palazzo per parlare con i cronisti. «Ci sono le condizioni, dopo il buon lavoro con il contributo di tutti sul Recovery Plan – spiega Bettini – per definire un’intesa di fine legislatura, nei confini dell’attuale maggioranza che in questi mesi ha ottenuto risultati importanti». Ed è ancora questo l’obiettivo del Pd. Il segretario Nicola Zingaretti, che ha convocato per stamattina alle 11 l’ufficio politico dem, si sfoga al Tg1. «Oggi circa 500 morti e noi apriamo una crisi di governo? Io francamente non lo capisco» affonda il colpo Zinga. Poi se la prende direttamente con i renziani, definendo quella di Iv come «una scelta che frena il processo di ricostruzione dell’Italia». Zingaretti rivela che la tregua sembrava a un passo, almeno fino a una certa ora del pomeriggio. «Tutti i partiti di maggioranza, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ancora oggi pomeriggio, avevano assicurato la disponibilità di costruire insieme una visione del futuro», dice Zingaretti. Il segretario utilizza di nuovo la formula del «patto di legislatura». E chiosa: «Questo rende la scelta di Iv ancora più incomprensibile».

Irritazione espressa anche dall’ex renziano Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato. «Quello di Matteo Renzi è un grave errore», chiarisce senza giri di parole. Ma si riserva la carta di un accordo: «Le ragioni del confronto e del dialogo devono ancora essere percorribili. L’Italia ha bisogno di un governo politico coeso». Il vicesegretario Andrea Orlando parla di «un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti». E al Nazareno più di qualcuno pensa che a fare l’errore sia stato anche Conte, non solo Renzi. Il senatore di Rignano però resta il bersaglio unico di una batteria di dichiarazioni concertate dai dem. Un fuoco di fila con l’unico obiettivo di far rientrare una situazione che sembra sia degenerata.

Enzo Amendola, ministro per le Politiche europee, offre un salvacondotto al premier. Autore di un appello all’unità nel primo pomeriggio. «Abbiamo sempre cercato di tenere la maggioranza coesa, anche l’appello di Conte di oggi va in questa direzione», osserva Amendola. Le colpe ricadono su Iv: «Quello di Iv è un grave errore, aprire la crisi in questo passaggio apre a qualsiasi scenario» spiega il ministro al Tg4. Per i dem bisogna replicare «il modello Recovery», quando «ci siamo seduti attorno al tavolo e abbiamo risolto». Senza dimenticare lo spettro dei sovranisti alle porte. Per il vicecapogruppo a Montecitorio Michele Bordo «la destra di Salvini e Meloni stappa lo champagne». Sbotta su Twitter Laura Boldrini: «Ma come può Italia Viva mandare all’aria un governo in piena emergenza sanitaria ed economica?».



Fonte originale: Leggi ora la fonte