La svolta dei sovranisti: “Ora un tavolo sulla scuola”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

S oltanto una settimana fa cronisti politici e rappresentanti della maggioranza erano disposti a scommettere sulla disgregazione, lenta ma inesorabile, del centrodestra. Ipotizzando uno scontro aperto tra Lega e Forza Italia sul tema dei «fuoriusciti» e su quello del dialogo tra azzurri e maggioranza. Il voto di ieri alla Camera e poi al Senato ha dimostrato al contrario che il centrodestra è compatto anche quando decide di aiutare il Paese («non certo il governo», come sottolineava la leader di Fratelli d’Italia) con voto unanime sullo scostamento di bilancio.

E che sia iniziata una stagione nuova nei rapporti tra opposizione e crisi economico-sanitaria lo dimostra proprio il più distante dei tre leader del centrodestra dal dialogo con Palazzo Chigi. «Questo può essere un inizio, io sono pronto da domani mattina a un tavolo aperto sulla scuola, anche in streaming, con Conte e l’Azzolina, noi ci siamo». Queste le parole con cui ieri in conferenza stampa Matteo Salvini ha praticamente varato il nuovo corso di un’opposizione responsabile che intende mettere il governo spalle al muro incollandolo alle sue responsabilità. Non c’è soltanto da accettare lo scostamento di bilancio. In gioco c’è molto di più ed è la stessa leader di Fratelli d’Italia a riconoscerlo. «Nessun partito singolarmente avrebbe portato a casa questi risultati – conferma la Meloni -. Dovremo vigilare con estrema determinazione su quello che il governo farà con queste risorse. L’opposizione è compatta e sappiamo che uniti raggiungiamo dei risultati».

Il voto favorevole allo scostamento di bilancio è soltanto l’inizio di una nuova strategia. Per il leader del Carroccio bisogna, infatti, mettere al più presto in agenda anche il tema della riforma fiscale. «Abbiamo presentato una risoluzione come centrodestra. Ed è questo che resta concretamente sul tavolo – aggiunge Salvini – non certo qualche telefonata notturna con Gualtieri da parte di qualche autoproclamatosi portavoce». La riforma fiscale sta a cuore a tutto il centrodestra che su questo si muoverà compatto come un sol uomo, garantiscono Tajani, Meloni e lo stesso leader della Lega nel corso della conferenza stampa organizzata ieri al Senato prima del voto sullo scostamento di bilancio.

Berlusconi lo va ripetendo da tempo, e ieri anche i suoi alleati si sono dimostrati convinti: il dialogo con il governo può raddrizzare situazioni che sembravano compromesse.

«Abbiamo scelto di votare favorevolmente allo scostamento per una questione di merito e di metodo – spiega la Meloni -. Di merito perché il governo ha ammesso che sono state abbandonate diverse categorie di italiani, cosa che sosteniamo da mesi e di metodo perché si dimostra che l’assenza di dialogo non era nostra responsabilità, ma del governo. Sono contenta che la maggioranza arrivi sulle proposte che facciamo da mesi». In pratica nei «ristori» della nuova manovra sono state considerate anche categorie finora dimenticate.

Adesso gli alleati di Forza Italia hanno la necessità di dimostrare che questa nuova strategia è stata concertata. Troppi sono coloro che nella maggioranza stanno in queste ore incensando l’impegno e il senso di responsabilità di Berlusconi: dal ministro Franceschini a Davide Faraone (Italia Viva), dallo stesso Zingaretti a Goffredo Bettini. Tanto che la Meloni si sente in obbligo di aggiungere che è la maggioranza ad avere cambiato registro: «Noi sempre disponibili ad aiutare l’Italia mentre il governo si serrava in una scatola chiusa».



Fonte originale: Leggi ora la fonte