La Sardegna corre verso un lockdown

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«Stop and go» in Sardegna, che vuole chiudere per 15 giorni. Entro lunedì nuove restrizioni in Veneto. E anche le città che si muovono da sole, transennando i luoghi della movida.

Dopo Lombardia, dove da ieri sera è scattato il coprifuoco dalle 23 alle 5, Campania e Lazio (scatta stasera, nel Lazio dalle 24) arriva anche la Sardegna. Nelle prossime ore il presidente della Regione, Christian Solinas, emanerà un’ordinanza regionale restrittiva ribattezzata da lui stesso «stop & go»: pausa e ripartenza, giù le serrande delle principali attività, ma anche di porti e aeroporti. Un lockdown di due settimane per fermare l’infezione.

«Mascherine, ma nessun lockdown», annuncia invece il governatore del Veneto: «Entro lunedì farò un’ordinanza con maggiori restrizioni che non prevederà il lockdown né sarà preclusiva alle attività, ma riguarderanno assembramenti e cose analoghe». Perché, ha precisato Zaia, «c’è tensione negli ospedali, ma la crescita nelle terapie intensive è lenta. Crescono i contagi e bisogna evitare che si vada incontro al collasso della sanità regionale».

E se in Lombardia e Campania orari di bar e ristoranti sono già ridotti, c’è già la didattica a distanza per le superiori e il limite agli spostamenti notturni da comune a comune, anche il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ci pensa. Esclude per ora il coprifuoco serale, ma «dovremo arrivare a prendere dei provvedimenti, magari mirati, che possano disincentivare gli assembramenti. Proprio per questo stiamo lavorando, e nell’arco di due-tre giorni cercheremo di arrivare a un’ordinanza regionale che possa avere questa mira a comportamenti corretti e responsabili. Alcune Regioni hanno preso provvedimenti di chiusura dei grandi centri commerciali il sabato e la domenica – ricorda Giani – Stiamo studiando e stiamo cercando di capire se questo è necessario anche in Toscana. Su assembramenti trasporti pubblici e gli spazi commerciali poi gravano i provvedimenti che dobbiamo prendere per salvaguardare il sistema degli ospedali».

Da lunedì scatta la didattica a distanza anche in Puglia per gli ultimi anni delle superiori e la forte raccomandazione a pubblico e privato di usare lo smart working, oltre che di scaglionare gli orari del personale per evitare «i continui picchi di utilizzo del trasporto pubblico». A Roma l’intenzione del prefetto Matteo Piantedosi è di perimetrale dalle 21 del venerdì sera le piazze della movida, da Campo dei Fiori al Pigneto a Trastevere. A Torino Chiara Appendino ha firmato il divieto di accesso nelle ore notturne – dalle 22.30 alle 5 del giorno successivo – a due aree a rischio assembramenti. Entrano solo i residenti e di chi si reca nei locali pubblici, aperti fino alle 24, per il tempo della consumazione al tavolo. Fughe in avanti e in ordine sparso. Il Pd teme la babele e avverte Conte: «Rispondere in 20 modi diversi a un’emergenza così violenta e diffusa crea un indebolimento della risposta, di cui c’è traccia anche nell’ultimo dpcm. Dover sempre mediare fra letture diverse del fenomeno induce una capacità di reazione attenuata», dice Andrea Orlando. Oggi un’altra riunione tra governo e Regioni per tentare di trovare una linea comune.



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