La grande “balla” del governo: perché ora ci prendono in giro

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Recovery Fund fa rima con “balla”. Il governo infatti continua a prenderci in giro. Risse a parte, l’esecutivo giallorosso è impegnato a produrre spot e annunci su come userà i soldi che forse il prossimo anno arriveranno nelle casse dello Stato. Tra i vari propositi che l’esecutivo ha deciso di annunciare nel piano per utilizzare quasi 200 miliardi di fondi Ue c’è anche il capitolo tasse. Infatti i giallorossi pensano ad una riduzione delle tasse usando proprio i fondi del Recovery Fund. Nella bozza per il piano nazionale sui fondi Ue viene annunciata una revisione totale della tassazione mettendo nel mirino l’Irpef con un cambiamento radicale dell’imposte. L’interveneto, nei piani dell’esecutivo, dovrebbe riguardare ben 41 milioni contribuenti.

Il taglio delle tasse

L’intervento principale dovrebbe riguardare tutti i lavoratori che percepiscono un reddito che va dai 40mila ai 60mila euro. “Sicuramente l’intervento sui ceti medi (Irpef ndr) è uno degli obiettivi più condivisi, perché lì c’è effettivamente una difficoltà nel senso che i ceti medi sono ormai schiacciati” a causa di un sistema che “riversa il suo onere prevalentemente sulle classi medie”, ha affermato solo ieri il sottosegretario al ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra, intervenendo alla presentazione del rapporto Lef. Ma non finisce qui. Proprio nella bozza del “Piano nazionale di ripartenza e resilienza” viene detto in modo chiaro quale sarà l’intervento del governo sul regime fiscale: “Abbiamo pensato innanzitutto a una riforma dell’Irpef, perchè è l’imposta principale, interessa circa 41 milioni di contribuenti (dichiarazioni 2019 riferite all’anno di imposta 2018), e perché è quella che mostra più di ogni altra evidenti problemi di inefficienza, iniquità verticale e orizzontale e mancanza di trasparenza. Anche in considerazione degli interventi posti in essere negli ultimi anni, si ritiene che l’esigenza sia ora di concentrare le risorse disponibili per ridurre prioritariamente la pressione fiscale sui redditi medi. Finora siamo infatti intervenuti sui lavoratori con reddito fino a 40mila euro, ora dobbiamo intervenire a favore dei lavoratori (sia dipendenti sia autonomi) con un reddito medio, ovvero orientativamente incluso tra 40 e 60 mila euro, perchè si tratta della fascia che oggi sconta livelli di prelievo eccessivi rispetto ai redditi ottenuti. La delega fiscale avrà inoltre l’obiettivo di riordinare le spese fiscali e la tassazione ambientale”.

La balla del governo

Ebbene, tutti questi annunci corrispondono letteralmente a “balle”. Vi starete chiedendo il perché. A fornire la risposta è stato qualche mese fa Paolo Gentiloni, Commissario agli Affari Economici, che qualche mese fa tuonava: “Il messaggio di un utilizzo del Recovery Fund anche effettuare un taglio delle tasse in Italia “sarebbe un segnale negativo. Io ho messo le mani avanti da commissario europeo e so che in Italia la linea è la stessa. Guai a pensare che si possano usare i 209 miliardi del Recovery Fund per ridurre le tasse, sarebbe davvero un messaggio sbagliato”. Insomma l’esecutivo annuncia tagli che non potrà fare. Quando finiranno di raccontare “balle” agli italiani?



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