La festa tra i divieti: solo una visita al giorno e attenzione ai colori

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Da oggi scattano i divieti previsti dal nuovo decreto di Natale. Limitazioni agli spostamenti, bar e ristoranti chiusi dal 24 fino al 6 gennaio. L’Italia diventa zona rossa per dieci giorni – tutti i festivi e i prefestivi – e arancione per quattro, 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. Da oggi non sarà possibile spostarsi al di fuori della propria regione.

Anche se sono diverse ancora le incertezze sulle nuove regole, rimangono anche quelle vecchie: il coprifuoco alle 22, l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso, il divieto di assembramento. Chi si sposta dalla Regione o dal proprio Comune può sempre fare ritorno alla propria residenza o domicilio.

Il governo ha dovuto chiarire nella sezione delle faq sul sito che è sempre possibile andare nelle seconde case durante le feste purché si trovino nella stessa regione di residenza, a differenza del precedente dpcm. È possibile andare a trovare parenti o amici a Natale. Ma non se la casa è fuori dalla propria regione. Dal 24 dicembre al 6 gennaio, si può uscire dal comune ma le persone che si spostano non possono essere più di due, senza contare figli minori di 14 anni o disabili o persone conviventi che non sono autosufficienti. Ci si può muovere verso una sola casa al giorno e rispettando gli orari del coprifuoco. Non si può per esempio, andare a pranzo dai nonni e a cena dai cugini. Ma si può trascorrere la vigilia con alcune persone e il pranzo del 25 con altre. Paradossalmente, basta che non sia nello stesso giorno. Ci sono poi raccomandazioni, non obblighi, per la convivialità. La principale è di stare a pranzo e a cena con la mascherina, toglierla solo quando si mangia. Si consiglia poi di aerare più volte gli ambienti e di lavarsi frequentemente le mani, utilizzando anche il disinfettante. Sono sconsigliati i buffet, e soprattutto bisogna evitare che ci sia l’utilizzo delle stesse posate da parte degli ospiti. Lo stesso vale per piatti e bicchieri che devono essere a uso esclusivo.

Lo «spostamento verso le abitazioni private è consentito una volta sola al giorno in un arco temporale fra le ore 5 e le ore 22». Non è necessario indicare nell’autocertificazione da chi ci si sta recando. Inoltre le due persone non devono avere legami di parentela. Non si può uscire dal proprio comune tranne per chi vive in Comuni con meno di 5mila abitanti il 28, 29, 30 dicembre e il 4 gennaio. È possibile percorrere una distanza «non superiore a 30 chilometri dai relativi comuni», ma è vietato recarsi nel capoluogo di provincia. Resta vietato spostarsi in altre regioni. In ogni caso nei giorni rossi si potrà uscire di casa per fare una passeggiata (in prossimità della propria abitazione) e per fare attività sportiva da soli. Si può circolare liberamente nel proprio Comune dal 20 al 23 dicembre. Tutti gli altri spostamenti all’interno dei Comuni sono vietati il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre, e nei giorni 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio.

Ritorna anche l’autocertificazione: nei giorni «arancioni» (28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio), va portata con sé per uscire dal proprio Comune per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e urgenza. Necessaria nei giorni rossi anche per spostarsi all’interno dei propri comuni, per esempio per fare la spesa, ma anche per andare dal parrucchiere (tra i pochi esercizi che rimarranno aperti).

«È oltre ogni decenza che continuino ad esserci indicazioni sbagliate sul sito del governo italiano in merito a quanto sarà possibile fare da domani e fino al 6 gennaio. La pagina istituzionale dell’esecutivo nelle cosiddette Faq infatti continua a diffondere messaggi fuorvianti, come ad esempio quello legato a chi deve spostarsi per far visita a parenti, amici, inclusi i propri genitori: siamo davanti a una truffa mediatica che oltre ad avere lasciato nella confusione più assoluta gli italiani adesso raggiunge i toni di una farsa”, attacca il deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Giorgio Mulé.

Confermate le sanzioni per eventuali violazioni che potranno essere contestate anche nei giorni successivi al controllo.



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