“Italia sola sui migranti, patto Ue disatteso”. Ma l’Europa fa altre promesse

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Buoni propositi e progressi sì, ma di un nuovo patto se ne parla solo dopo maggio del prossimo anno. Ovvero dopo le elezioni tedesche di domenica e le presidenziali francesi nel 2022. Il copione dell’Europa sul tema migranti ormai è sempre lo stesso: esprimere a parole solidarietà all’Italia per poi lasciare il nostro Paese isolato e in balia di tutte le conseguenze negative che il fenomeno dell’immigrazione comporta.

In queste settimane Luciana Lamorgese è finita nel mirino di Fratelli d’Italia e Lega, che l’hanno accusata di non aver svolto a pieno i propri compiti tra rave party illegali e sbarchi incontrollati. Ma a difendere l’operato della titolare del Viminale ci ha pensato Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea.

L’incontro con la Lamorgese

Schinas sostiene che la Lamorgese stia svolgendo “un lavoro molto buono in Italia“, Paese che più di tutti si trova ad affrontare i problemi legati ai flussi dei migranti “principalmente a causa dell’instabilità in Africa Settentrionale“. A margine della tre giorni organizzata dal Partito popolare europeo a Roma, dopo aver incontrato l’attuale ministro dell’Interno, ha voluto sottolineare che la Commissione “sostiene l’Italia da un punto di vista finanziario e operativo“. Tuttavia non ha nascosto che per quanto riguarda i ricollocamenti occorre un maggiore sforzo comune per raggiungere i livelli auspicati: “Questa situazione è un’altra prova del fatto che abbiamo bisogno di un accordo presto“.

La posizione di Forza Italia

Contro l’ormai nota tendenza per promesse retoriche e vuote si è schierata Forza Italia. Anna Maria Bernini – presidente dei senatori azzurri – ha sottolineato che non è cambiata in alcun modo la politica europea nei confronti dei Paesi di primo approdo, nonostante sia passato un anno dalla presentazione del Patto comunitario su migrazione e asilo. A questo si aggiunge che la Ocean Viking sta facendo rotta verso l’Italia, “e ancora una volta dovremo sobbarcarci da soli l’onere dell’accoglienza di centinaia di migranti“.

Come fatto notare dal forzista Giorgio Mulè, appare evidente che sul tema dei migranti occorre “una politica comune europea“. Il suo ragionamento è chiaro: parlare con una voce unica e prevedere che i confini dell’Europa non siano quelli dei singoli Stati ma quelli comuni europei. “Bisogna smetterla di dare risposte nazionali a un problema che è continentale, un’emergenza che è epocale“, è la posizione di Mulè.

Intanto Matteo Salvini continua a sostenere la necessità di un incontro a tre con il premier Mario Draghi e la Lamorgese. Anche perché il leader della Lega reputa insufficiente il lavoro svolto fino ad ora dal ministro dell’Interno: “Ribadisco la mia disponibilità, domani, pubblicamente o privatamente, a confrontarmi sui temi dell’immigrazione, della lotta alla sicurezza, del disagio e della droga“.


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