Inarrestabile crollo di Conte. Cosa rivela questo sondaggio

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Mesi e mesi passati a cercare di incrementare il proprio gradimento, apparendo costantemente in televisione per condurre il solito show, promettendo potenze di fuoco mai viste e illudendo milioni di italiani. E pensare che inizialmente i frutti della strategia di Giuseppe Conte si sono visti: aumento dei like su Facebook e un alto indice di fiducia nei suoi confronti. Peccato però che sia arrivata la seconda ondata: i piani del premier sono saltati, la situazione gli è sfuggita di mano e così si sono palesate tutte le incapacità del governo. Non a caso gli italiani hanno rifilato una sonora bocciatura al presidente del Consiglio, il quale ora non potrà più pavoneggiarsi con i grandi numeri che aveva in estate. Ormai sono un lontano ricordo.

Il suo ultimo Dpcm non è stato ancora digerito dalla maggioranza del Paese, ma anche i suoi stessi alleati non hanno compreso le logiche che hanno portato alle forti limitazioni di alcune attività: non a caso il calo più consistente si verifica tra le categorie più interessate dalle nuove norme restrittive (commercianti eartigiani) e tra i ceti che risultano essere più esposti agli effetti della crisi economica (lavoratori con contratto a termine e giovani disoccupati). Stando al sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, l’indice di gradimento di Conte è passato da 65 a 58, con una brusca flessione di ben 7 punti.

Bocciato anche il governo

La situazione ha ovviamente influenzato pure valutazioni sui leader e i capidelegazione: solamente Giorgia Meloni riesce ad aumentare il proprio gradimento e in tal modo raggiunge il primo posto a pari merito con Roberto Speranza. Gli altri esponenti invece non riescono a fare bottino e devono fare i conti o con una flessione o con un dato stabile: il peggiore è Luigi Di Maio (-5), seguito dal ministro della Salute (-3), Teresa Bellanova (-3), Alfonso Bonafede (-2), e Matteo Renzi (-2). Il lockdown della scorsa primavera aveva dato maggiore consenso all’esecutivo e ai suoi rappresentanti, ma le proteste di piazza testimoniano come la tensione sociale sia crescente a causa delle inadempienze in vista della seconda ondata (dal caos sui trasporti pubblici alla questione relativa alla didattica a distanza).

Neanche per i giallorossi si mette bene: il loro gradimento è passato da 62 a 55. Gli orientamenti di voto forniscono un quadro piuttosto chiaro: il centrodestra (48,3%) continua a prevalere in maniera netta ed evidente sulle forze di maggioranza (42,3%). Dato pessimo anche per la sinistra e il centrosinistra che si fermano al 33,6%. Nello specifico la Lega resta prima al 24,5% (+0,5%), inseguita dal Partito democratico che cresce dell’1,4% e si attesta al 20,7%. Brutte notizie arrivano per il Movimento 5 Stelle: con un orrendo -2,7% i grillini vengono raggiunti da Fratelli d’Italia (15,9%). Seguono infine Forza Italia (7,9%, ovvero il risultato migliore degli ultimi 13 mesi), Azione di Carlo Calenda (3%), Italia viva (2,9%), Liberi e uguali (2,8%), +Europa (2,3%) ed Europa Verde (1,9%). La quota di astensionisti e indecisi cresce di 1,1% e ritorna sopra al 40%.



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