In Lombardia il 20% dei nuovi positivi

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La Lombardia si conferma ancora la Regione italiana con più nuovi casi Covid in un giorno: 8.919 tamponi positivi su un totale di 46.781, il 19% del totale. E il territorio conta purtroppo altre 73 vittime, venticinque in più rispetto al giorno prima. E sono ventidue in più i ricoverati in terapia intensiva (392 in totale) e 335 in altri reparti (per un totale di 4.033). A Milano città 1.553 nuovi casi in 24 ore, salgono a 3.730 se si considera l’intera provincia, quella che rischia di diventare «zona rossa».

I pronto soccorso milanesi sono sotto pressione, i medici sono costretti a tifare per un lockdown che potrebbe dare un po’ di respiro. Ieri si sono formate lunghe code di auto fuori dall’ospedale pediatrico Buzzi, sono genitori in attesa di sottoporre i bimbi al tampone «drive in». Security e polizia locale hanno cercato di contenere il traffico intorno alla struttura: a poche centinaia di metri c’era il mercato del sabato, con i cittadini accalcati per fare scorta prima che scattino i divieti. Sono dovuti intervenire i vigili per la gente in fila ai «drive in» anche fuori dall’ospedale San Paolo (dove è ricoverato per Covid il presidente del Torino e di Rcs Urbano Cairo), la situazione peggiora di giorno in giorno. All’ospedale Sacco aspettano in coda almeno un paio di ore le ambulanze con i pazienti a bordo in attesa del turno al pronto soccorso, situazione pesante al Policlinico e agli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate, in provincia di Varese. L’Ats Milano Città metropolitana due giorni fa stimava di raggiungere entro oggi il picco di ventimila contagi in una settimana, erano duemila a inizio mese. E i dati degli accessi ai pronto soccorso per casi respiratori o infettivi sempre due giorni fa registravano 420 accessi per casi respiratori o infettivi, nel periodo peggiore della pandemia a marzo e aprile erano intorno ai 480.

«La situazione è sempre più preoccupante. In questo fine settimana state il più possibile a casa e limitate gli incontri anche con familiari ed amici allo stretto indispensabile. I nostri morti ricordiamoli nel cuore e nella mente e non affollando i cimiteri» ha scritto su Facebook il primario del Sacco di Milano Massimo Galli. Nel capoluogo duramente colpito dal virus per fortuna non si sono registrati assembramenti finora ai cimiteri, per le commemorazioni dei defunti rimarranno tutti aperti e non sono previsti ingressi contingentati, obbligatorio ovviamente indossare mascherina e mantenere le distanze. È risultato positivo al Covid pure l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, sarà sostituito alle Messe dai Vicari.

E il governatore Fontana ha annunciato che a partire da domani partirà l’utilizzo dei tamponi rapidi antigenici in scuole, pronto soccorso e altri ambienti pubblici, grazie a una delibera che sarà approvata in giunta martedì saranno poi forniti anche ai medici e ai pediatri di famiglia che daranno la disponibilità ad effettuarli. «Queste tipologie di test – sottolinea Fontana – consentono una rapida definizione dell’esito e sono quindi molto importanti per individuare i possibili contagi». E oggi a Milano si torna ad aprire un «Covid hotel», un albergo con una settantina di stanze in zona Fiera che garantirà l’isolamento in sicurezza a chi non ha spazi adeguati a domicilio.



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