Il sondaggione che ribalta tutto. E Forza Italia ora mette il turbo

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Per Forza Italia arriva un’ottima notizia: la crescita continua e adesso sfiora il 10%. È questo ciò che emerge dall’ultimo sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera, che conferma il buon periodo dei forzisti che aumentano dell’1,3% le proprie preferenze e si portano così a quota 9,3%. La Lega invece, pur mantenendosi primo partito in Italia, perde esattamente il 2% rispetto a novembre e può godere del 23,5%. Invece Fratelli d’Italia ottiene un +0,5% e si appaia con i grillini (+1%) al 16%. Al secondo posto rimane il Partito democratico, giù dello 0,4% ma che comunque si staziona al 20,2%. A seguire troviamo un perfetto allineamento al 3% di tre forze politiche: Sinistra Italiana, Italia Viva e Azione. Chiudono Altre liste (2,3%, -0,2%), +Europa (stabile all’1,9%) ed Europa Verde (1,8%, -0,2%). Indecisi e astensionisti si mantengono al di sopra del 40%.

I rapporti di forza tra le aree politiche non hanno subito alcuna modifica nel corso di questo intero anno: nonostante i trend differenti dei tre partiti della coalizione, il centrodestra si mantiene saldamente in testa nelle preferenze attestandosi al 48,8%. Cosa ben diversa per la sinistra e il centrosinistra, che non vanno oltre il 32,9%. Le quattro forze della maggioranza giallorossa (Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Italia Viva e Liberi e uguali) si collocano al 42,2%. In tal senso c’è un’altra pessima notizia per il governo: l’indice di gradimento crolla di 3 punti rispetto a fine novembre, raggiungendo quota 49 (corrispondente al dato più basso dall’inizio della pandemia).

Il gradimento dei leader

Per quanto riguarda il gradimento nei confronti dei principali esponenti politici del nostro Paese e dei capidelegazione dell’esecutivo, si registra una novità: Roberto Speranza occupa la testa della classifica aumentando di un’unità il proprio indice (36). Lo seguono Giorgia Meloni (34, in calo di 2) e Matteo Salvini (31, in flessione di 2). Nicola Zingaretti del Pd resta stabile al 29. I leader delle forze politiche minori pagano soprattutto il livello di conoscenza e della loro visibilità mediatica: l’indice di gradimento viene calcolato escludendo chi non conosce l’esponente politico e chi non sa esprimere un giudizio. Alla quinta postazione si piazza Carlo Calenda (28). Sulla stessa scia vi sono Silvio Berlusconi, Dario Franceschini e Luigi Di Maio (26). Di poco inferiori gli indici di Emma Bonino, Nicola Fratoianni e Giovanni Toti (25).

Nel sondaggio di Ipsos si evidenzia uno strano dato: da una parte il governo crolla nuovamente nei consensi, dall’altra il premier Giuseppe Conte può vantare un aumento del proprio apprezzamento (57) registrando un aumento di 2 punti e invertendo così il trend negativo iniziato nel mese di ottobre. Questo perché, spiega Nando Pagnoncelli, viene visto come un profilo al di fuori dei partiti politici e soprattutto si ripongono in lui tutte le speranze per evitare una crisi vera e propria con Italia Viva.



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