Il riscatto di Sinead O’Connor nell’era #metoo

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Il riscatto di Sinéad O’Connor in un documentario che rivaluta la sua figura controversa in epoca #metoo. ‘Nothing Compares’ è stato presentato al Sundance Film Festival gettando nuova luce sulla cantautrice irlandese che nel 1990 incantò il mondo con ‘Nothing Compares 2 U’. Nonostante il titolo sia ispirato al brano scritto e composto da Prince, i suoi eredi non hanno dato il permesso per usarlo quindi non viene mai suonato nel corso del docufilm. ‘Nothing Compares’ ripercorre tutte le tappe nella vita della O’Connor, i successi, le crisi, le tragedie, le sue battaglie. E’ stato tuttavia completato prima della tragica morte del figlio lo scorso 7 gennaio. Shane, avuto da una relazione col cantante folk Donal Lunny, si è tolto la vita a soli 17 anni. Era scappato da un centro psichiatrico dove era ricoverato per aver manifestato tendenze suicide. Una settimana dopo, la cantante è stata portata in ospedale per aver manifestato intenzioni suicide. Con uno sguardo sul presente, passando in rassegna le battaglie delle donne per difendere il diritto all’aborto, o le denunce nei confronti dei preti pedofili o ancora dei diversi conflitti nel mondo, attraverso ‘Nothing Compares’, diretto da Kathryn Ferguson, ci si rende conto di quanto la O’Connor fosse in fondo nel giusto, eppure come una Giovanna d’Arco messa alla gogna pubblica. Dopo circa trent’anni il mondo ora è pronto per Sinead O’Connor. “Hanno cercato di seppellirmi – dice la voce di sottofondo della cantante – ma non si sono accorti che ero un seme”. Un seme che ha messo radici ovunque e ha fatto capire quanto il pubblico e la stampa siano stati ingiusti nei suoi confronti. “La stampa mi ha sempre dato della matta – dice -, nata per essere matta. Non biasimo nessuno per aver pensato che fossi matta e per odiarmi o altro perché non sapevano. Era un’idea folle. Questa stronza dice che i preti abusano dei bambini? Santo Dio. Certo che è sembrato da matti”. E non a caso uno dei momenti clou del film è proprio quando, in segno di protesta contro il silenzio della chiesa cattolica sulle vittime degli abusi, Sinead strappa la foto del Papa durante apparizione al Saturday Night Live provocando uno scandalo di proporzioni inaudite.


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