Il Cav rilancia il partito unico e tende la mano alla Meloni

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C’ è Salvini sul palco della piazza di Cervia insieme con Bruno Vespa. C’è Berlusconi al telefono. C’è anche un convitato di pietra: Giorgia Meloni. Dalla costiera romagnola riparte l’idea di una federazione del centrodestra, unita e compatta, capace di una buona affermazione nelle elezioni amministrative di ottobre ma anche di un cambio di passo in vista delle politiche del ’23.

Salvini dalla ribalta romagnola lo dice chiaramente. E lo ribadisce anche Berlusconi, sollecitato al telefono da Vespa. Il silenzio della Meloni però rappresenta un punto interrogativo per il futuro. Per Fratelli d’Italia resta, infatti, aperta la «ferita» del cda Rai e soprattutto rimane «aperto» il discorso sulle candidature alle amministrative (anche se in verità resta poco o niente da aggiungere o decidere). Sull’argomento Rai arriva la mano tesa di Berlusconi. Incalzato da Vespa, il leader di Forza Italia riconosce la validità delle istanze avanzate da Fratelli d’Italia. «Ha ragione la signora Meloni – ammette il leader azzurro -. Abbiamo avuto torto noi, abbiamo fatto uno sgarbo a Fratelli d’Italia e rimedieremo presto». Anche se fonti Fi precisano che quando Berlusconi ha parlato di «compensazioni» si riferiva a nomine editoriali e non alla presidenza della Vigilanza.

È però il rapporto con la Lega che segna il lungo percorso di Forza Italia. Un rapporto che Berlusconi vuole sottolineare. «Mi dispiace di non potere essere con voi in un luogo dove ho lavorato molte estati – ricorda il leader azzurro -. Abbiamo fatto un grande lavoro comune e questa collaborazione ha dato molti frutti ed ha consentito di portare al centro del dibattito politico temi decisivi come quello del federalismo e dell’autonomia prima, del bisogno di sicurezza e di una giustizia che funzioni più recentemente».

«Con la Lega – aggiunge – governiamo bene la maggioranza delle Regioni italiane e abbiamo governato a lungo l’Italia. In questi anni abbiamo promosso e approvato provvedimenti che hanno cambiato il volto della Repubblica, che hanno reso l’Italia più moderna ed efficiente. Ne dico una: molti di voi sono arrivati in Riviera romagnola col treno; senza di noi oggi l’Italia non avrebbe nemmeno l’alta velocità. Abbiamo abbassato la pressione fiscale a livelli da record, mai più raggiunti dopo, abbiamo cancellato senza esitazioni tasse inique inutilmente vessatorie nei confronti dei cittadini, che ora qualcuno a sinistra m pensa addirittura di ripristinare».

Il presidente di Forza Italia conferma che per le politiche del ’23 «possiamo arrivare anche a presentare delle liste comuni» ma il senso della federazione dei partiti che compongono la federazione del centrodestra è la condivisione di forti valori e di una visione politica comune. Berlusconi li elenca facilmente: libertà, cristianesimo, garantismo e un’idea forte di Europa. Salvini e Berlusconi si intendono perfettamente. Soprattutto sulla questione della federazione. «Prima la facciamo e poi lo diciamo ai giornalisti» aggiunge Salvini alla fine della telefonata del Cavaliere, che intanto lo incorona capo potenziale capo della coalizione, elogiandone le sue doti di leader. «Ho un rapporto affettuoso e assolutamente onesto con Matteo Salvini – spiega Berluconi a Vespa -. Gli riconosco una grande capacità di leadership, aumentata da quando ha iniziato a lavorare al progetto di federazione».

Il presidente di Fi ne è convinto: «Dopo le prossime elezioni politiche il Paese sarà governato dal centrodestra di cui Lega e Forza Italia costituiscono il cuore pulsante». E aggiunge: «Sono i cittadini a chiederci unità, il centrodestra è una spinta e viene dal basso verso l’alto e non è risultato di operazioni di palazzo come quelle che abbiamo visto altrove».


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