Il Bianco e il Nero, Rotondi: “De Luca poteva parlare meno…”. Martina: “Al primo posto c’è la salute”

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Lombardia e Campania sono tra le Regioni più colpite dalla seconda ondata del contagio da coronavirus. Il governatore Pd Vincenzo De Luca ha più volte criticato la gestione dell’emergenza attuata dal suo omologo lombardo, Attilio Fontana. Abbiamo chiesto un parere in merito agli ex ministri Maurizio Martina e Gianfranco Rotondi.

Milano-Napoli, due città storicamente rivali, ora si trovano a lottare contro lo stesso nemico, il Covid. Come pensa che Fontana da una parte e De Luca dall’altra si stiano comportando?

Rotondi: “Ho avuto l’onore di essere eletto quattro volte a Milano e una a Napoli, e debbo smentire la premessa: Milano e Napoli si completano e si amano, l’alta velocità poi ha unito più che mai le due vere capitali d’Italia. La rivalità è tra Milano e Roma, semmai. Venendo alla domanda: non credo che Fontana e De Luca potessero fare di più, al massimo De Luca poteva parlare di meno”.

Martina: “Non conosco nel dettaglio la situazione in Campania per poterla giudicare a fondo, ma vedo che De Luca si sta muovendo con forza mentre conosco lo stato delle cose in Lombardia perché è la mia regione. Credo che la Regione qui abbia purtroppo avuto lacune e incertezze gravi, ancora non risolte, come dimostra la situazione dei vaccini antinfluenzali e la condizione generale di queste ore in particolare fuori dagli ospedali, nei territori. La nostra medicina di base è troppo debole purtroppo”.

Che ne pensa delle dichiarazioni a effetto bomba che il governatore De Luca ha fatto contro la Lombardia in questi mesi?

Rotondi: “Propaganda. De Luca se che la sanità italiana è quella lombarda. Nel Sud il principale presidio sanitario è l’Alitalia, vogliono curarsi tutti a Milano”.

Martina: “Ho sempre pensato che fossero sbagliate”.

Lei avrebbe adottato misure più restrittive o più blande per contrastare il Covid senza danneggiare ulteriormente l’economia?

Rotondi: “Io non ho la presunzione di possedere ricette ignote agli altri. Ho solo l’umiltà di tacere su argomenti che non conosco, purtroppo la gran parte dei politici si pronuncia su un virus misterioso per gli stessi scienziati. Allo stato io non mi fido né dei politici né degli scienziati, paradossalmente mi fido più del virus, che sta mietendo sempre meno vittime”.

Martina: “Per me al primo posto ci deve sempre essere la salute delle persone e trovo sbagliato contrapporre questo obiettivo primario al tema economico e sociale. Perché non ci sarà nessuna ripresa se prima non sconfiggiamo l’emergenza sanitaria. La verità è che dobbiamo fare il massimo su entrambe i fronti e tenerli insieme anche quando non è facile come adesso”.

Il coprifuoco dalle 23, secondo lei, è una misura che servirà a ridurre i contagi?

Rotondi: “Non servirà a niente. I contagi ormai sono di massa, e nulla potrà fermarli. Governo e governatori dovrebbero concentrarsi sui loro veri compiti: proteggere anziani e immunodepressi, garantirgli servizi essenziali a domicilio, e curare tempestivamente i casi di Covid nella fase iniziale,con una rete capillare di assistenza domiciliare”.

Martina: “Lo spero e voglio stare alle indicazioni della scienza e dei sanitari che hanno avvertito dei rischi che corriamo ancora in particolare nelle situazioni di socialità dove non si riescono a rispettare distanze e regole base contro il Covid”.

Che impatto può avere, sia dal punto di vista economico sia da quello psicologico e sociale, la chiusura della movida?

Rotondi: “Non cade il mondo se i giovani vanno a letto presto per qualche settimana. Detto questo, non mi attendo da queste intemerate la soluzione della pandemia”.

Martina: “È chiaro purtroppo che sono scelte difficili anche su questo fronte. Per questo è fondamentale aiutare anche economicamente chi ne rimanere più colpito come gli imprenditori e i lavoratori del mondo del commercio, della ristorazione e in generale del terziario. A tutti piacerebbe non doverle prendere. Ma sono assolutamente necessarie e dunque bisogna che ciascuno faccia la propria parte”.



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