Giro di vite sulla movida. Cts: “Stato d’emergenza almeno fino al 31 luglio”

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Una campagna vaccinale in sicurezza. Per questo il Cts sta pensando di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 luglio. Secondo gli esperti, è prioritario alleggerire la pressione negli ospedali visto l’alto numero di casi ancora segnalati ed e evitare una sovrapposizione con l’influenza stagionale. Gli scienziati hanno messo in evidenza che le condizioni epidemiologiche, la campagna vaccinale e la circolazione del virus potranno ridursi con la bella stagione. Una situazione difficile. Intanto nuovi giri di vite sono previsti dal nuovo dpcm, che entrerà in vigore dal 16 gennaio, ci sarà sicuramente una stretta sulla movida.

Lo ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia confermando anche il divieto agli spostamenti tra Regioni, ma anche il coprifuoco dalle 22 alle 5. La novità, è quella di una fascia bianca, molto teorica in realtà con poche prospettive di realizzazione visto la situazione, una zona in cui il virus circola meno, in cui sarà possibile far ripartire tutte le attività che al momento implorano un sostegno concreto da parte del governo, attività che languono nell’attesa di riprendere il loro lavoro.

«Alcune questioni con gli auspici e con gli appelli non hanno dato tutte le risposte che ci aspettavamo. I casi di movida vanno sicuramente condannati e quindi ci sarà una limitazione dalle 18 in poi delle attività che consentono fuori dai locali la creazione di gruppi che sostano e che si assembrano. Stessa cosa vale per le cene a casa, noi speriamo che l’appello che ha funzionato tra Natale e Capodanno possa essere recepito anche nelle prossime settimane». Confermata dunque una divisione tra le fasce, zona gialla, arancione e rossa. Si spera appunto in una zona bianca, sempre più chimerica per il momento. Il ministro ha sottolineato che «questo dpcm conferma le misure territoriali che ci hanno consentito di scongiurare almeno due lockdown nazionali». Infine Boccia ha spiegato che con le regioni c’è «come sempre un clima di massima collaborazione, dobbiamo continuare a collaborare perché è l’unica strada che conosciamo per superare insieme la condizione in cui siamo».

Boccia spera poi che l’appello che ha funzionato tra Natale e Capodanno possa essere recepito anche per il fine settimana.

Lunedì il ministro ha incontrato le Regioni, che hanno chiesto al governo di agire con cautela, per non danneggiare ulteriormente le categorie già colpite dalle chiusure dei mesi scorsi. E c’è stato anche chi, come il presidente della Liguria Toti, si è anche dichiarato apertamente contrario ai nuovi divieti più stringenti per i locali. E c’è chi il presidente del Veneto Luca Zaia ha chiesto ristori alla tedesca. «Ho sempre difeso con ordinanze anche avventurose il diritto all’impresa e all’occupazione. Abbiamo fatto come governatori la richiesta al governo di provvedere subito ad altri ristori. La situazione non è certo facile e comprendo fino in fondo la disperazione, la preoccupazione e la rabbia di chi vorrebbe aprire la propria attività. Il punto di equilibrio potrebbe essere trovata nei ristori veri, alla tedesca, nella speranza di uscirne presto da questa tragedia», parlando nel corso del consueto punto stampa alla sede della Protezione civile di Marghera.



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