Fellinopolis e Fellinette, omaggi al maestro

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(ANSA) – ROMA, 18 OTT – FELLINOPOLIS di Silvia Giulietti e LA
FELLINETTE di Francesca Fabbri Fellini sono due documentari ‘omaggio’ al maestro de La dolce vita da parte di due registe,
che passano oggi alla Festa di Roma. E tutto questo nel segno
che l’opera del regista riminese, cinque volte premio Oscar, è
ancora una miniera ricca di generose gallerie piene di tesori.
    Nel primo caso, FELLINOPOLIS, di scena immagini inedite di
backstage e interviste ai suoi più stretti collaboratori (Lina
Wertmüller, Nicola Piovani e Dante Ferretti, Maurizio
Millenotti, Ferruccio Castronuovo e Norma Giacchero). In LA
FELLINETTE, invece, tutto nasce da un disegno di Fellini del
1971 della nipote Francesca bambina, un disegno di lei al mare
con tanto di palloncino che ora si anima per far rivivere il
mondo felliniano.
    Con FELLINOPOLIS si entra, come in un viaggio nel passato,
nel backstage di film come CASANOVA, LA CITTÀ DELLE DONNE, E LA
NAVE VA e GINGER E FRED, un vero e proprio privilegio che
Ferruccio Castronuovo ha avuto all’epoca quando Fellini, in
genere molto geloso di tutto, gli permise di poter girare
liberamente su questi set.
    E va detto che vedere come il maestro si comportava sul ponte
di comando di un set ha ancora un grande fascino: prepotente,
ironico, divertito e sempre creativo, il regista in questo
documentario regala molti aspetti di sé inediti.
    Se FELLINOPOLIS è in qualche modo ‘storia del cinema’, LA
FELLINETTE è invece sul fronte della creatività, ovvero un
omaggio di Francesca Fabbri Fellini allo zio che parte da un
disegno di Fellini stesso. Da qui una sorta di favola muta (tra
animazione dello Studio Ibrido di Torino e live action) dove i
protagonisti sono, di volta in volta, una bambina e il suo
cagnolino, una spiaggia invernale, un palloncino rosso che vola
in cielo e una sedia da regista su cui si siede la piccola
protagonista del cortometraggio .
    Creature sfilano poi agli ordini del Direttore (Ivano
Marescotti), avvolto dal mantello di Mandrake e sulle note di
Andrea Guerra passano: una ballerina eterea (Milena Vukotic), un
mago delle bolle (Bustric), un funambolo (Federico Bassi),
l’uomo delle ombre (Carlo Truzzi) e il creatore della neve
(Gabriele Pagliarani). (ANSA).
   


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