Elezioni, si va verso il rinvio da primavera ad ottobre

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Pare ormai quasi certo che le elezioni amministrative, originariamente in programma per la prossima primavera, verranno rinviate almeno al mese di ottobre. In questa direzione sembrano infatti convergere sempre più numerose voci di corridoio raccolte nelle ultime ore e provenienti da fonti sia governative che parlamentari.

Lo spostamento sarebbe dovuto all’innalzamento della curva dei contagi da coronavirus e dai timori sempre più forti dello scoppio di una terza ondata, che sarebbe resa ancora più pesante, secondo quanto ritenuto da alcuni esperti, dall’incremento del numero di casi delle cosiddette “varianti”.

Sul tavolo sarebbe già presente, infatti, un’istruttoria per determinare il rinvio delle prossime consultazioni elettorali, ad iniziare dalle regionali in Calabria, già in calendario per la prossima domenica 11 aprile. Oltre a queste, tra l’altro, dovrebbero slittare in autunno anche le suppletive di Siena e le amministrative che si sarebbero dovute tenere in circa 1200 comuni italiani. Stando alle pochissime notizie filtrate fino ad ora dal Viminale, si starebbe pensando di ricollocare la data delle consultazioni in una finestra compresa tra la metà del mese di settembre e quella di ottobre. Per il momento sembra che l’esecutivo sia più determinato a puntare domenica 10 e lunedì 11 ottobre, anche se, come anticipato, si tratta solo di una voce che necessita di conferme ufficiali. Come necessiterà di conferme ufficiali anche la semplice decisione di procrastinare la data delle elezioni, per la quale sarà necessario comunque anche un decreto legge ad hoc da parte del Consiglio dei ministri. L’istruttoria dovrebbe essere già completa, ma pare comunque certo che il suo testo non verrà analizzato durante il Cdm in programma per domani, giovedì 4 marzo, alle ore 17:00. Nessuna decisione nell’immediato, quindi, anche se non si potrà rimandare troppo a lungo il problema.“Si ragiona sulla possibilità di valutare altri sette giorni di dati epidemiologici, anche se la strada è segnata”: questo quanto raccolto da AdnKronos nelle ultime ore.

A contestare un eventuale rinvio delle elezioni in Calabria è Carlo Tansi, leader del movimento “Tesoro Calabria”.“È diventata assolutamente intollerabile, sotto il profilo costituzionale e politico, la situazione amministrativa in cui versa, ormai da cinque mesi, la nostra Regione”, attacca Tansi, come riportato da Agi. “Regione governata da un presidente facente funzioni, Nino Spirlì, e da una giunta provvisoria, i quali dovrebbero secondo legge limitarsi ad attività ricomprese entro gli stretti limiti degli ‘affari correnti’ e che invece continuano a spacciare per ordinaria amministrazione l’elargizione di prebende, incarichi e nomine di chiaro stampo clientelare, nell’assordante silenzio di tutti i consiglieri. Soprattutto di quelli che, anche in regime di ‘prorogatio’ e in attesa di nuove elezioni, dovrebbero assolvere alla delicata funzione dell’opposizione democratica”.



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