E la Lombardia ha dimezzato i decessi

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Milano. Decessi più che dimezzati in Lombardia, e molto aumentati nel resto del Paese. Nella seconda parte dell’anno i numeri italiani si stanno ribaltando. E in Lombardia, adesso, sono migliori che nel resto d’Italia. I migliori in assoluto per quel che riguarda l’esito dei ricoveri in terapia intensiva. Ma anche il dato dei decessi lombardi, a dicembre, è in linea con gli abitanti.

Così, la narrazione del «disastro lombardo» molto in voga mesi fa, può essere definitivamente smascherata per quel che era: una mera campagna politica. I ufficiali del secondo semestre del 2020 e quelli di dicembre in particolare attestano che – dopo il trauma della prima ondata – nella regione simbolo della lotta italiana al Covid oggi si viene curati di più e si muore meno.

La prima fotografia è un’istantanea degli ultimi giorni e l’ha scattata l’istituto «Polis Lombardia» su dati ministeriali: la Lombardia nella settimana 12-18 dicembre risulta la migliore regione in assoluto nel rapporto fra ricoveri in terapia intensiva e decessi: il suo dato è sotto il 15%, mentre nel Lazio è sopra la soglia del 15%, in Puglia e Toscana risulta sopra il 20, in Piemonte, Liguria e Veneto è intorno al 25%, in Emilia Romagna e Campania supera nettamente il 30% e il Friuli Venezia Giulia, purtroppo è oltre il 50%, là dove si trovava la Lombardia a marzo, quando la «bomba» scoppiata fra Lodi e Bergamo si tradusse in migliaia di chiamate d’emergenza ogni giorno, e in ospedali drammaticamente in affanno nell’accogliere tempestivamente i pazienti.

Adesso, come detto, molto è cambiato. Complice anche un alto livello di «sieroprevalenza» legato al precedente dilagare dei contagi, la trasmissione del virus sembra contenuta. Ieri il tasso di tamponi positivi (sul totale di quelli eseguiti) è risultato del 7,1%, e nelle ultime settimane in questa classifica la Lombarda è rimasta in una posizione mediana, o medio-bassa. Ma l’andamento lombardo è confortante anche per quanto attiene ai positivi negli ultimi 60 giorni, o ai nuovi positivi negli ultimi 45, o ai ricoveri in terapia intensiva o agli ospedalizzati. E mentre migliora nettamente il contenimento del contagio, nello stesso arco di tempo progredisce anche la risposta sanitaria all’epidemia. E con essa l’esito finale. Con il 17% circa della popolazione, la Lombardia negli ultimi 14 giorni (dati ministeriali elaborati dall’Osservatorio metropolitano di Milano) ha avuto il 16% dei decessi totali, e negli ultimi sette il 14,3%. Inoltre, fra il primo e secondo semestre ha ridotto i decessi del 54%. Aveva patito il 47% dei decessi complessivi nei primi sei mesi dell’anno e nei successivi è passata al 22% del totale, mentre il resto del Paese li ha purtroppo visti aumentare del 40%. «Abbiamo voluto sottolineare questi confronti – commenta il direttore dell’Osservatorio, Bruno Dapei – per smentire la fuorviante, diffusa percezione che nella cosiddetta seconda ondata la situazione stia andando meglio che nella prima. Escludendo i dati della Lombardia vediamo un significativo incremento nel numero delle vittime».



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