È già rinvio sui ristori. Dall’Europa i primi soldi: dieci miliardi per la Cig

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Le prime risorse certe per fare fronte alla seconda ondata sono quelle dell’Europa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che oggi arriveranno i primi dieci miliardi del fondo destinato agli ammortizzatori sociali. Seguiranno altri 17. «Ho buone notizie per l’Italia: il programma Sure è pronto. In pratica diciamo alle imprese: non licenziate i vostri lavoratori, daremo dei sussidi in denaro attraverso i fondi europei per tutto il tempo della crisi. E l’Italia da domani (oggi, ndr.) avrà i primi 10 miliardi da investire nella cassa integrazione e nel sostegno al lavoro, su un totale di 27 miliardi», ha annunciato al Tg1. Risorse certe, a differenza di quelle del Recovery fund, ancora appese alla trattativa europea. «Il tempismo è fondamentale e spero che i negoziati accelerino. Per l’Italia e per la Commissione è importante che il piano sia pronto per quando le risorse potranno essere erogate», ha spiegato la presidente dell’Esecutivo europeo.

I dieci miliardi del fondo Sure arrivano proprio nel giorno del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare l’estensione della Cassa integrazione per l’emergenza covid fino alla fine dell’anno. E forse oltre. Ma oggi dovrebbe essere approvato anche il decreto con i ristori per le aziende colpite dalla stretta dell’ultimo Dpcm per l’emergenza covid. In ritardo di un giorno.

Il testo ieri era ancora in fase di scrittura e conteneva le misure annunciate dal governo. Quindi conferma del bonus a fondo perduto per autonomi e imprenditori colpiti dal Dpcm, in misura diversa a seconda del fatturato e della perdita registrata. Una somma superiore per i settori ai quali è stata imposta la chiusura totale per un mese.

Chi aveva già diritto e aveva incassato la prima tranche degli assegni – minimo 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per le imprese, cifre che potrebbero aumentare nella versione di ottobre – non dovrà rifare la domanda attraverso il sito Entratel, Fisconline o Carta nazionale servizi o, più verosimilmente, con l’aiuto di professionisti. La trafila toccherà invece ai nuovi arrivati. Dei 325.690 soggetti interessati stimati dalle tabelle del decreto, i nuovi beneficiari sono 91.625. C’è chi non aveva fatto domanda per il primo bonus.

Resta aperto il nodo di autonomi e aziende con compensi e fatturati sopra i 5 milioni di euro. Il governo stava valutando l’estensione, ma ieri sera l’idea sembrava tramontata.

Per chi ha già fornito i suoi dati al fisco per le prime tranche, i tempi potrebbero essere effettivamente brevi (se non l’11 novembre, poco dopo la metà del mese), per i nuovi candidati al bonus si prevede che il ristoro arrivi alla fine dell’anno.

Il credito di imposta e anche l’eliminazione della rata Imu di dicembre, sempre per le categorie interessate, sono misure più semplici da attuare.

Anche ieri fonti del governo confermano il costo di tutte le misure, tra i 4 e i 5 miliardi di euro. .

Il tutto quando il provvedimento sarà approvato. Ieri ministri ed esponenti della maggioranza hanno assicurato che il Cdm si terrà in giornata. Ma sul decreto ristori è iniziata una trattativa tra partiti della maggioranza sulle categorie da inserire. Ieri, ad esempio, il Pd si è fatto portatore degli interessi dei Taxi e degli Ncc.

Il piano dovrà comunque passare a Bruxelles per il via libera della direzione generale concorrenza, che sarà basasto sulle nuove linee guida sugli aiuti di stato.



Fonte originale: Leggi ora la fonte