Decreto Natale, passa la linea dura: zona rossa dalla vigilia a Befana

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Il Consiglio dei ministri ha approvato l’atteso decreto con le nuove misure restrittive in vista delle festività natalizie. In arrivo un lockdown a singhiozzo tra giorni “arancioni” e “rossi”, con quest’ultimo colore previsto per i festivi e prefestivi. Sì alla possibilità di effettuare visite di due non conviventi ma escludendo dal conteggio gli under 14 e di spostamento nei giorni arancioni tra piccoli comuni sotto i 5000 abitanti. Confermato in extremis il coprifuoco alle 22, mentre nella penultima bozza -quella stilata nel vertice Conte e i capi delegazione- era stato anticipato alle 20.

Le nuove misure restrittive

Partiamo dal cuore del decreeto. Nei giorni festivi e prefestivi del periodo di Natale, in tutta Italia, si applicano le misure previste per le zone rosse: ad esempio, stop agli spostamenti anche nel proprio comune e negozi e ristoranti chiusi tutto il giorno. I giorni saranno i seguenti: dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e 5 e 6 gennaio. Nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio si applicheranno le misure previste per la zona arancione, quindi non si potrà lasciare il proprio comune.

Le visite ai conviventi

Nella bozza del dl Covid per il Natale si legge che sarà possibile, durante i giorni festivi e prefestivi, compresi il 24 dicembre e il 6 gennaio 2021, spostarsi verso le abitazioni private. Attenzione però, perché lo spostamento verso le abitazioni private “è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Vince l'”ala rigorista”

Uno degli scontri più duri avvenuti durante il vertice riguardava la deroga per i minori che possono accompagnare i due ospiti previsti. Il premier Conte chiedeva una deroga da estendere agli under 18; si è dovuto accontentare degli under 14. Altro fronte di scontri: la durata della zona rossa. Conte non voleva estenderla oltre il 3 gennaio. Alla fine hanno avuto la meglio i “rigoristi” – i ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia – con zona rossa estesa fino al 6 gennaio per festivi e prefestivi. Ricordiamo che in questi giorni sarà vietato circolare per ragioni non essenziali e che per farlo servirà l’autocertificazione. Chiusi bar, ristoranti e negozi.

Coprifuoco

Nessuna modifica per quanto riguarda il coprifuoco, che resterà in vigore, ogni giorno, dalle 5 alle 22. Nessun anticipo, come ipotizzato nelle ultime ore, neppure per i giorni festivi. Le visite consentite a massimo due conviventi per una volta al giorno possono essere effettuate nell’arco temporale compreso “dalle 5 alle 22“. Chi non rispetterà i divieti previsti dal nuovo decreto andrà incontro a sanzioni da 400 a mille euro.

Conte: “Una decisione sofferta”

Poco prima delle 22, Giuseppe Conte ha annunciato le ultime misure restrittive. Il premier ha spiegato che la decisione di varare una stretta è stata sofferta ma necessaria. Anche perché, ha aggiunto il presidente del Consiglio, il governo è preoccupato che la curva epidemiologica dell’Italia possa tornare a salire nel periodo natalizio dopo settimane di frenata. “Il comitato tecnico scientifico ha espresso preoccupazione per assembramenti. Dobbiamo quindi intervenire. Non è una decisione facile ma dobbiamo rafforzare le misure“, ha dichiarato Conte.

Conte ha parlato di un equilibrio tra la stretta da mettere in campo e le deroghe: “Abbiamo da poco adottato un decreto legge e non un Dpcm che trova un punto di equilibrio tra la stretta necessaria e le deroghe necessarie in considerazione della valenza sociale e ideale delle festività“. Tra le altre decisioni: le chiese e i luoghi di culto saranno aperti fino alle 22, i negozi, quando previsto, saranno aperti fino alle ore 21.

I nuovi ristori

Capitolo spostamenti. “Il Parlamento è stato chiaro – ha spiegato Conte – sono permessi gli spostamenti tra i Comuni con popolazione di meno di 5mila euro ma non verso i capoluoghi di provincia per evitare l’affollamento“. Per quanto riguarda i ristori, “questo decreto legge dispone ristori per 645 milioni a bar e ristoranti chiusi nel periodo di Natale“.

Comprendiamo le difficoltà economiche e l’ulteriore sacrificio economico – ha detto Conte –siamo al fianco dei commercianti, già nelle scorse settimane abbiamo adottato meccanismi di ristoro, sospesi contributi e tributi per coloro che hanno registrato perdite“, ha concluso il premier, ribadendo che “con il nuovo decreto ristori di gennaio provvederemo a compensare perdite anche agli altri operatori che non riusciamo ora a ristorare, con interventi perequativi“.



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