Dal rimpastone all’esecutivo tecnico, girandola di nomi

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Conte ter con Italia Viva, Conte ter con i responsabili, stessa maggioranza senza Conte, governo istituzionale o di scopo. Qualunque cosa succeda è sempre questione di nomi e annesse poltrone. Quindi via al toto-premier. Oppure solo al toto-ministri nel caso a Palazzo Chigi rimanesse ancora una volta l’inossidabile avvocato del popolo. Andiamo con ordine. Con l’attuale presidente del Consiglio sempre al suo posto e Iv nell’esecutivo cambierebbero le caselle di parecchi ministeri. E i nomi che circolano sono gli stessi di non meno di una settimana fa, quando l’ipotesi del rimpastone sembrava la più accreditata. Così potrebbero diventare ministri il coordinatore di Iv Ettore Rosato, dato in approdo verso la Difesa o l’Interno. Spazio anche a Maria Elena Boschi. Per la capogruppo renziana a Montecitorio si parla dei Trasporti. In uno scenario del genere potrebbe ottenere una promozione il grillino Giancarlo Cancelleri al ministero del Sud, mentre nel M5s soccomberebbero Nunzia Catalfo (Lavoro) e Paola Pisano (Innovazione). E però Renzi, che non si accontenta mai, punterebbe a sostituire pure Alfonso Bonafede alla Giustizia e Lucia Azzolina alla Scuola. In bilico Sergio Costa, grillino titolare dell’Ambiente. Con un campo sminato potrebbe ottenere una poltrona di sottosegretario Goffredo Bettini, garante del contismo e dell’equilibrio giallorosso. La situazione sarebbe più o meno speculare con una maggioranza identica a quella attuale, ma senza Conte. A quel punto si scatenerebbe il toto-premier, già partito nel Palazzo. E allora per Chigi ecco le ipotesi di Dario Franceschini, Lorenzo Guerini o dello stesso segretario Nicola Zingaretti in quota Pd. Se dovesse spuntarla il M5s il nome più spendibile è quello di Luigi Di Maio. Anche se nelle ultime ore si ventila l’ipotesi di un governo guidato da Stefano Patuanelli, capo grillino del Mise, vicino a Conte. Ma non è detto che con la stessa maggioranza il premier resti una figura politica. Secondo i retroscena Renzi gradirebbe il tecnico Luciana Lamorgese, ora ministro dell’Interno. Con un tecnico a Palazzo Chigi potrebbe entrare nel governo lo stesso Matteo Renzi, insieme al vicesegretario del Pd Andrea Orlando o a Zingaretti.

E se Conte riuscisse a trovare i responsabili? In quel caso, a seconda dell’entità della delegazione in soccorso al governo, bisognerebbe concedere delle poltrone ai salvatori. Per il momento si è fatto avanti Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, il quale potrebbe diventare sottosegretario. A completare il risiko della crisi ci sono le opzioni più radicali. Cominciamo dalle elezioni anticipate, con un governo di scopo che traghetterebbe l’Italia al voto a giugno. Tra i tecnici potrebbero spuntare i nomi dell’economista Carlo Cottarelli o dell’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. In pista anche ministri come Francesco Boccia, Roberto Speranza o la già menzionata Lamorgese. Infine ci sarebbe il governo istituzionale, con un’ampia maggioranza e il voto nel 2023. Qui si parla di nuovo di Cartabia e Cottarelli o dell’eterno convitato di pietra della crisi, l’ex presidente della Bce Mario Draghi.



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