Dal Cav ai grillini. Chi dimentica le notizie in fondo al barile

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Ci sono notizie che, per certi giornali, non sono notizie. O, per lo meno, non lo sono abbastanza da meritare la loro attenzione. Facciamo qualche esempio pratico. Primo caso da manuale del giornalismo al rovescio. Giovedì Silvio Berlusconi è stato assolto dal tribunale di Siena, nell’ambito del processo Ruby ter, dall’accusa di corruzione in atti giudiziari. Il fatto non sussiste, recita la sentenza. Ma il fatto non sussiste neppure per una certa stampa. Nel senso che lo hanno rimosso. Alla scuola di giornalismo della sinistra engagé, evidentemente, non è una notizia. L’accusa era quanto mai balorda, ma è piuttosto singolare che proprio i quotidiani che più la hanno sostenuta e strombazzata ora la occultino nelle pagine più periferiche. Per Stampa e Repubblica – che per anni hanno dedicato fiumi di inchiostro e un quantitativo di carta corrispondente a qualche ettaro di bosco alle vicende giudiziarie del Cavaliere – la vicenda non merita neppure la prima pagina. Una notiziola, se possibile annegata in mezzo a una pagina o nascosta nel passaggio di un titolo. Se avessero potuto la avrebbero camuffata tra le previsioni meteorologiche.

Secondo caso. Mercoledì, qui, sulle colonne del Giornale, abbiamo raccontato ai nostri lettori che l’ex capo dell’intelligence di Hugo Chavez ha rivelato che il regime ha dato soldi al Movimento 5 Stelle fino al 2017. Cioè poco prima che iniziasse la campagna elettorale che poi ha portato alla vittoria dei grillini. Ricapitoliamo: una sanguinaria dittatura comunista avrebbe foraggiato un partito italiano, di fatto influenzando la politica di casa nostra. Vi sembra una notizia? A noi decisamente sì. Eppure, anche in questo caso, gran parte della stampa – salvo rare eccezioni – ha fatto finta di niente. I giornali che ci hanno perseguitato per mesi con i presunti fondi di Mosca alla Lega di Matteo Salvini, davanti al caso Venezuela fanno i pesci in barile. Non vedono, non sentono e – soprattutto – non scrivono. Guai a disturbare i Cinque Stelle, specialmente in questo momento di grande scambio di effusioni con il Partito Democratico di Enrico Letta. Due esempi per un metodo molto diffuso, specialmente a sinistra: il giornalismo à la carte, le notizie si pubblicano solo quando fanno comodo.


Fonte originale: Leggi ora la fonte