Da Tiberio alle Vestali, il Colosseo pronto a riaprire

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(ANSA) – ROMA, 13 GEN – Non è detto che il Lazio riesca a rimanere in zona gialla come è stato in queste settimane, ma se così fosse e se nel dpcm verrà confermato lo spiraglio per i musei, il Colosseo, icona dei monumenti italiani, è pronto a riaprire, sia pure con un percorso di visita per forza di cose limitato e contingentato. Anzi, persino a festeggiare, con un concerto affidato agli studenti dell’Accademia di Santa Cecilia, che suoneranno nell’Anfiteatro ai bordi dell’arena che ci si appresta a ricostruire. Il direttore del Parco archeologico Alfonsina Russo lo anticipa a margine di una conferenza ricca di annunci per i visitatori, al momento purtroppo solo potenziali, del 2021.

Certo l’Anfiteatro Flavio, da sempre il più gettonato dei monumenti italiani,  con 7,5 milioni di visitatori nel 2019 ha dovuto fare fronte nel 2020  ad un calo del 75%  degli ingressi  “con 51 milioni di perdita”, sottolinea la Russo , e la pandemia, con la chiusura che ne è seguita, ha portato una battuta di arresto nel programma di valorizzazione. “Se però abbiamo dovuto sospendere e riprogrammare le mostre al 2021, i lavori non si sono mai fermati. Abbiamo portato avanti tutte le attività. Soprattutto la ricerca”.

Da qui le tante meraviglie, alcune di fatto inedite,  che si punta ad aprire nell’anno appena cominciato: come la Domus Tiberiana, la reggia sul Palatino eretta dall’imperatore Tiberio: chiusa al pubblico da più di 40 anni, aprirà le porte al termine di una campagna di scavi avviata proprio in questi mesi e che sta riportando alla luce una miriade di storie di tutte le epoche, dai banchetti a base di ostriche dei Farnese, nel 1600, all’epidemia che decimò un’intera famiglia nel 1200, dai denari sepolti nel VII secolo fino ad una lucerna rimasta al suo posto per 1600 anni nella nicchia del muro che la ospitava. “Per il parco è una priorità”, si accalora l’archeologa.

E non la sola, visto che a marzo – il 16 è la data fissata per l’inaugurazione – si dovrebbe poter tornare anche nella Domus Aurea e godere finalmente della nuova galleria di accesso, con la passerella progettata da Stefano Boeri che porta direttamente nella magnificente sala ottagona della dimora neroniana dove sarà allestita con super tecnologici giochi di luci la mostra (in stand by dal febbraio scorso) su Raffaello e la scoperta delle grottesche. Mentre le arcate dell’Anfiteatro Flavio dovrebbero presto ospitare la mostra dedicata ai rapporti tra Roma e Pompei, curata fino alla fine da Mario Torelli, il grande archeologo da poco scomparso. E poi una rassegna su Giacomo Boni e le avanguardie.

Dagli imperatori alle Vestali, con l’apertura, in primavera, dei luoghi che raccontano il sacerdozio. E poi di nuovo al Colosseo, dove sempre in primavera, forse in coincidenza con il Natale di Roma, riapriranno gli ipogei, restaurati grazie a Tod’s al termine di una campagna di studi che ha portato tantissime novità per la storia del monumento. Come pure la Curia Julia, che è stata restaurata ed è pronta per ospitare un ciclo di incontri con studiosi e intellettuali, e dove si è appena riaperto il cantiere di scavo nell’area del Comitium.

Poi i restauri, dai mosaici agli archi trionfali, quello di Costantino e quello di Settimio Severo, che parte in questi giorni e andrà avanti per sette mesi con un progetto di consolidamento e di ripulitura che si avvarrà anche di una tecnica sperimentale, messa a punto da un esperto del team, Alessandro Lugari, con l’uso di un particolarissimo gel composto da batteri. O il tempio di Venere, dove si è lavorato grazie ai 2,5 milioni arrivati da Fendi e dove i lavori sul soffitto cassettonato hanno restituito “una foglia d’oro, intatta dopo 1700 anni”. E tra i lavori in programma c’è anche il restauro della controfacciata del Colosseo, in pratica la parte interna dell’attico che consentirà di scoprire camminamenti panoramici mai aperti al pubblico.

I mesi di chiusura, spiega la direttrice Russo, sono stati in realtà per il parco un’occasione di lavoro a pienissimo regime, con tutte le squadre impegnate nella manutenzione, nella cura nel censimento e nella valorizzazione del verde (tra le novità del 2021 c’è anche un giardino ricostruito esattamente com’era nel ‘600), nel restauro delle antiche voliere (dotate ora anche di un nuovo sistema di illuminazione) e nella creazione di nuovi percorsi “per quello che abbiamo chiamato il nostro museo diffuso”, spiega. In pratica sentieri alternativi per la scoperta dei monumenti e delle loro storie per immaginare la possibilità di visite davvero ‘covid free’. Spazi per l’arte contemporanea e per la musica. Persino percorsi ed uno spazio al chiuso nuovo di zecca tutto dedicato ai più piccoli e aree verdi per le attività riabilitative. Senza dimenticare l’allevamento delle api – fatto seguendo le indicazioni delle fonti antiche – la produzione dell’olio e persino una vigna, proprio là dove gli antichi l’avevano coltivata.

Tante attività e tante possibilità offerte prima di tutto ai romani. Perché in attesa che l’Italia possa tornare ad aprirsi al turismo nazionale ed internazionale, sottolinea la direttrice, il parco archeologico del Colosseo, si vuole proporre come “officina di cultura, presidio nel territorio di dialogo con le istituzioni e la società civile, insomma un luogo di benessere e di coesione”. Visti i tempi, non è poco.


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