COVID: nuovo record contagi in E-R, 1.545 casi

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(ANSA) – BOLOGNA, 29 OTT – Il dato dei contagi in
Emilia-Romagna sfonda quota 1.500 e fa segnare un nuovo record:
rispetto a ieri sono stati rilevati 1.545 nuovi contagi su quasi
22mila tamponi. Aumenta anche il numero delle vittime: altre 8,
per lo più ultra ottantenni e novantenni ma anche una donna di
65 anni e un uomo di 72 (tre in provincia di Modena, due a
Bologna e Parma e uno a Piacenza).
    Continuano a crescere i ricoveri in terapia intensiva, dove
ci sono quattro pazienti in più per un totale di 123: sono
raddoppiati in due settimane. Aumentano a ritmo sostenuto anche
i pazienti che si trovano negli altri reparti Covid, 55 in più
che portano il totale a 1.054.
    La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti
è del 7,1%, mentre si conferma il fatto che approssimativamente
un contagiato su due è asintomatico, individuato cioè
nell’ambito delle attività di contact tracing e screening
regionali.
    Sale, intanto, la preoccupazione per le Rsa, dove sono emersi
due nuovi focolai. Alla Quadrifoglio di Carpi (Modena),
risultano contagiate 65 persone: 30 tra il personale, 35
nell’utenza. La cooperativa che gestisce la struttura ha avviato
indagini epidemiologiche, dopo la prima positività. Apprensione
anche a Lugo (Ravenna), dove, come ha annunciato il sindaco
Davide Ranalli, ci sono 50 contagiati, tra degenti e operatori
alla struttura ‘Don Cavina’.
    L’andamento dei contagi viene seguito anche per capire se
dovessero essere necessarie nuove restrizioni. “Dobbiamo provare
insieme – dice il presidente della Regione Stefano Bonaccini – a
fare in modo di verificare che le cose che sono state decise, se
applicate bene, servano a ridurre la curva dei contagi nelle
prossime settimane. Perché altrimenti è inevitabile: se la curva
dei contagi non calerà, se tutti non avremo comportamenti
responsabili, rischieremo di avere ulteriori restrizioni e noi
sappiamo che un lockdown totale, con fabbriche e scuole chiuse
come fu allora, non ce lo possiamo permettere. Bisogna far le
cose per bene per evitare la catastrofe”. (ANSA).
   


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