Covid: nel mondo oltre 68 milioni di contagiati, Usa i più colpiti

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Ha superato quota 68 milioni (68.046.467) il numero dei contagi da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. Il paese più colpito in termini assoluti restano gli Stati Uniti, con oltre 15,1 milioni di casi totali e quasi 286 mila decessi. Seguono l’India e il Brasile.

Un miliardo di dollari sono lo stretto indispensabile perché il Fondo dell’Onu per le emergenze umanitarie possa far fronte alla crisi causata dalla pandemia. Lo ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres a conclusione della riunione dei Paesi donatori del Fondo centrale d’intervento dell’Onu (Cerf). I 50 Paesi presenti alla riunione hanno promesso donazioni per 320 milioni di dollari per il 2021. Anche l’Italia si è impegnata ad aumentare il suo finanziamento al Fondo.

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 26.190 nuovi casi di Covid-19 e 559 persone sono morte a causa delle malattia: lo riferisce il centro operativo nazionale russo anticoronavirus. Stando ai dati ufficiali, in Russia sono stati finora accertati 2.541.199 contagi e 44.718 decessi provocati dal Covid-19.

L’Argentina ha superato i 40.000 morti per coronavirus registrando nelle ultime 24 ore 121 decessi e 3.610 nuovi casi di contagio. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Telam. Al riguardo l’ultimo rapporto del ministero della Salute argentino ha indicato che con le ultime vittime, il bilancio dei morti da marzo per la pandemia da Covid-19 ha raggiunto quota 40.009. Per quanto riguarda invece i contagiati, il loro totale è ora di 1.469.919, di cui comunque l’88,82% ha definitivamente superato la malattia. Migliora inoltre la situazione dei ricoverati in rianimazione, che al momento sono 3.715, e che generano una occupazione dei letti del 54,4% in tutto il Paese e del 58,2% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

ALLARME PER I PAESI POVERI – Nove persone su dieci in almeno 70 Paesi a basso reddito rischiano di non potersi vaccinare contro il Covid-19 il prossimo anno perché la maggior parte dei vaccini in arrivo sono stati acquistati dall’Occidente. Questo nonostante Oxford-AstraZeneca si sia impegnata a fornire il 64% delle sue dosi alle persone nei Paesi in via di sviluppo. E’ quanto denuncia People’s Vaccine Alliance, organizzazione che raggruppa Amnesty International, Frontline AIDS, Global Justice Now and Oxfam. Mentre le prime persone vengono vaccinate nel Regno Unito, l’organizzazione avverte che gli accordi conclusi dai governi dei Paesi ricchi lasceranno quelli poveri in balia della pandemia. I Paesi ricchi con appena il 14% della popolazione mondiale si sono assicurati il 53% dei vaccini già pronti. Il Canada ha acquistato più dosi di qualsiasi altra popolazione, abbastanza per vaccinare ogni canadese cinque volte, sostiene People’s Vaccine Alliance.


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