Covid: da Genova a Cagliari, le misure territoriali

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Da Nord a Sud sindaci e presidenti di Regione valutano le misure da prendere contro gli assembramenti per fronteggiare la diffusione del Covid.

 “Dovremo prendere decisioni difficili, oggi pomeriggio ci sarà la prima riunione legata a queste situazioni difficili …. il centro storico e Sampierdarena saranno le zone più soggette alle nuove limitazioni”. Lo ha detto oggi a Genova durante un’iniziativa pubblica il sindaco Marco Bucci. In alcune zone di Genova “non si tratterà di veri lockdown, ma di eventuali chiusure all’assembramento di alcune zone della città che si predispongono all’affollamento. Valutiamo di impedire di poter sostare in alcune piazze e strade affollate in alcuni giorni della settimana”. E’ una delle misure allo studio confermata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Oggi pomeriggio vedremo le proposte del nostro comitato tecnico scientifico e di Alisa insieme al sindaco di Genova Marco Bucci – spiega -. Sarà una misura morbida per evitare che il contrasto alla pandemia uccida l’economia, vedremo di cosa ci sarà bisogno. I dati odierni ci confermano un gigantesco lavoro di tracciamento con oltre seimila tamponi e una circolazione importante del virus a Genova ma una sostanziale tranquillità nelle altre province”.

Lombardia, Pregliasco: coprifuoco non sufficiente per Milano – La richiesta del coprifuoco dalle 23 alle 5 fatta dalla Regione Lombardia al governo “credo non sia del tutto sufficiente per Milano”: lo ha detto il virologo e membro del Cts regionale Fabrizio Pregliasco, intervistato da Radio Popolare, aggiungendo che “per densità di popolazione, interscambi lavorativi, i contatti legati alla tipologia abitativa di Milano, sicuramente è un malato più grave”. Pregliasco ha spiegato che si attenderanno gli effetti di questa ordinanza “ma siamo pronti velocemente a immaginare ulteriori provvedimenti”.

37 casi, Sestu chiude scuole e palestre – Da questa mattina le scuole e gli asili di Sestu, nella Città metropolitana di Cagliari, sono chiusi, così come i baby parking, le palestre, biblioteche e piazze attrezzate con giochi. Non solo. Sino al 29 sono sospese anche le manifestazioni culturali e sportive e tutti gli eventi pubblici e privati. Il “mini lockdown” deciso dalla sindaca uscente Paola Secci e rilanciato sulle pagine dell’Unione Sarda è legato all’impennata di casi di Coronavirus: passati da 15 a 37 in pochi giorni, ma con il timore che i contagi possano salire ancora tra i ragazzi. Domenica ci sono state comunioni e cresime e ieri è stato ricoverato con i sintomi del Covid uno dei parroci che aveva fatto la preparazione dei sacramenti e le confessioni.

Campania, da venerdì lockdown alle 23 – “Ci prepariamo a chiedere in giornata il coprifuoco. Il blocco di tutte attività e della mobilità da questo fine settimana in poi”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Volevamo partire – ha detto – dall’ultimo week end di ottobre ma partiamo ora. Si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l’onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia”.

Veneto, all’orizzonte nessun coprifuoco – “Quello che abbiamo presentato oggi è un piano ospedaliero, su altre iniziative dettate da altri numeri e su cui c’è un dialogo a livello nazionale è un’altra partita. Oggi in Veneto all’orizzonte non c’è nessun pensiero di lockdown o di coprifuoco”. Lo ha detto ai giornalisti l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. Il piano di sanità pubblica – è stato spiegato in conferenza stampa – è un piano di sicurezza passiva di fronte al numero di malati che cresce, mentre le decisioni su lockdown sono di sicurezza attiva.


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