“Coprifuoco dalle 19”. I rigoristi in pressing contro la linea morbida

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insiste sulla linea della prudenza. Ma i numeri, ieri si è registrato il picco di contagiati (15.199 nuovi positivi al coronavirus), danno ragione al fronte dei rigoristi. Palazzo Chigi – in una nota diffusa di buon mattino allontana l’ipotesi dell’arrivo nel week end di un altro Dpcm con misure più stringenti. Ma nella risposta di Palazzo Chigi c’è la conferma che l’opzione di un altro provvedimento, più duro, sia sul tavolo del governo: «Tutto si legge nella nota di Palazzo Chigi – è vincolato all’andamento della curva epidemiologica. In questa fase di continua emergenza non si può escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure». E ieri la curva epidemiologica ha registrato un’impennata di casi. Preoccupano le notizie che arrivano da Roma, Napoli e Milano: le tre città sono considerate tre bombe. E dunque andrebbero disinnescate prima dell’esplosione. Ma c’è timore anche per la bomba sociale: un lockdown scatenerebbe rivolte.

La linea di Palazzo Chigi è continuare con misure mirate in accordo con Regioni. Oggi sono previsti un cdm e un tavolo tra governo e governatori sui tracciamenti: obiettivo potenziare asl per aumentare e velocizzare test. «Il governo sta continuando a lavorare in stretto contatto con le Regioni e le Autonomie locali per coordinare l’adozione di misure specifiche legate ad aree territoriali dove si riscontrano maggiori criticità». Posizione ribadita da Conte nell’intervento in Senato. Tenendo però sul tavolo la carta di un Dpcm che aumenti le restrizioni. Al netto della precisazione, è stato lo stesso premier Conte ad annunciare l’ipotesi di chiudere piscine e palestre in caso di mancato rispetto delle prescrizioni. C’è però da superare le resistenze del ministro Spadafora. Bar e ristoranti invece dovrebbero essere le uniche attività al riparo, per ora, dal blocco totale. E anche sulle scuole si opta per la linea della prudenza. Nessuna chiusura.

Ma questa è la posizione di Conte e di una pattuglia di ministri grillini. Virologi e Cts segnalano come la situazione stia precipitando. L’esecutivo non è compatto. Si andrà allo scontro. E la tensione salirà nelle prossime ore con l’aumento del contagio. Conte dovrà superare le resistenze dei ministri rigoristi: Dario Franceschini, Francesco Boccia e Roberto Speranza. I tre ministri vorrebbero accelerare, evitare che le Regioni vadano ognuno per la propria strada con provvedimenti a macchia di leopardo. Tra i provvedimenti – che Speranza Franceschini e Boccia vorrebbero subito, già a partire da venerdì – c’è l’estensione del coprifuoco su tutto il territorio nazionale. Nel fronte rigorista c’è chi avanza la proposta del modello francese: coprifuoco dalle 19 al 6 del mattino. L’obiettivo è intervenire prima che la diffusione non sia più contenibile. Una terapia d’urto per aggredire la diffusione del virus. Evitando di arrivare a Natale con numeri fuori controllo. E con la certezza di un lockdown che rappresenterebbe un colpo mortale per l’economia.



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