“Conte ha violato la Costituzione: adesso Mattarella deve intervenire”

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Dopo le bordate di Matteo Salvini contro l’esecutivo giallorosso e le sue strampalate idee dell’alternanza a zone rosse/arancioni per quanto riguarda il calendario delle festività natalizie, anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli non le manda a dire, parlando di un vero e proprio attentato alla Costituzione.

L’arlecchinesco meccanismo, messo in piedi con lo scopo di dare un colpo alla botte ed uno al cerchio e non scontantare troppo le varie anime che compongono l’incerottato governo, ha fatto sbottare l’esponente del Carroccio. “Nel delirio dei pieni poteri si sta facendo carne di porco della nostra Carta Costituzionale”, ha esordito senza giri di parole Calderoli, come riferisce AdnKronos. “Così oltre ad aver calpestato e limitato tutte le libertà e i diritti fondamentali, con l’ultimo decreto legge si cancella, pur non citandoli neppure in premessa, anche l’articolo 14 e 17 della Costituzione ovvero l’inviolabilità del domicilio (articolo 14) e il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senza armi (articolo 17)”.

In effetti, come ricorda il vicepresidente del Senato, le uniche riunioni che la nostra Costituzione prevede di poter limitare sono esclusivamente “quelle in luogo pubblico per motivi di sicurezza o incolumità pubblica e quindi non riferibili al primo comma: il pranzo di Natale è una riunione pacifica, che si svolge in un luogo privato e in un domicilio inviolabile e non vincolabile”.

È in modo più che comprensibile un fiume in piena Calderoli, che accusa il governo di avere sospeso di fatto i diritti fondamentali della Carta costituzionale: “Con l’ultimo decreto sulla base del combinato disposto degli articoli 14 e 17, al di là delle chiacchiere del presidente del Consiglio, si entra a gamba tesa dentro le case dei cittadini, contando addirittura il numero di quelli che possono venire, non determinando solo una mera limitazione della circolazione ma una vera ‘sospensione‘ della Costituzione”.

Non solo di violazioni gravissime si tratta, spiega ancora il senatore, ma anche di scelte che cozzano contro il buon senso e che lasciano interdetti i cittadini per l’arzigogolo delle stesse norme imposte:“Se uno cerca di comprendere quello che può fare nei giorni rossi o in quelli arancioni non lo capisce nemmeno consultando un esperto di diritto costituzionale, quale io non sono e proprio per questo ne ho consultato uno”, dice ironicamente Calderoli. “Mi immagino cosa potrà aver capito un normale cittadino se non lo ha capito nemmeno un esperto di diritto costituzionale”, aggiunge ancora l’esponente della Lega. La prima domanda che nasce spontanea è legata proprio alla difficile comprensione delle regole, cosa che comporta ulteriori problemi, anche nella gestione da parte delle forze dell’ordine. “Se la norma non può essere compresa mi chiedo come possa essere applicata, come possano le forze dell’ordine controllare o sanzionare i divieti che i cittadini non sono in grado di comprendere”.

Forse bastano le celeberrime Faq del Viminale? Di una cosa è certo Calderoli, ovvero che chiunque abbia deciso queste norme ha “già iniziato a festeggiare il Natale o le altre feste e raggiunto un discreto grado alcolico…”. Perché allora non fare direttamente un lockdown generale? La risposta è ovvia, per la non volontà di assumersi la responsabilità e le conseguenze dinanzi al popolo italiano di una scelta del genere. “La soluzione partorita mi sembra quella della barzelletta: ‘si mia figlia è incinta ma solo un pochino’, ovvero massacro cittadini, lavoratori, imprese, le stesse festività, e poi non sappiamo neppure se ci sarà un contenimento dell’epidemia perché l’esodo incontrollato dalle grandi città. I treni presi d’assalto da ieri, i 10 km di coda oggi al casello in uscita da Milano non fanno certo ben sperare…”.

Infine l’appello al presidente della Repubblica, che dovrebbe almeno in teoria essere il primo garante della Carta Costituzionale: “Presidente Mattarella ci affidiamo a lei e alla sua saggezza, intervenga lei perché è evidente a tutti che così non si può andare avanti“.



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