“Conte fuori dalla grazia di Dio”. Quelle ore buie a Palazzo Chigi

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Alle 18 circa del 13 gennaio 2021, Matteo Renzi ha ritirato i suoi due ministri (Bonetti e Bellanova) dal governo Conte bis e ha aperto la crisi di governo, nonostante gli estremi tentativi delle ore precedenti da parte dei pontieri di incollare nuovamente la maggioranza. Matteo Renzi ha sferrato un attacco duro a Giuseppe Conte, che ora è convinto che il leader di Italia viva lo voglia “politicamente morto“. Sono passate poco più di tre ore tra l’apertura della conferenza stampa del rottamatore Renzi e l’apertura del Consiglio dei ministri, un arco temporale nel quale si è verificato qualcosa di inusuale per le strategie solite di Giuseppe Conte e di Rocco Casalino. Come riporta Adalberto Signore sull’edizione odierna de ilGiornale, “per la prima volta da tempo, da Palazzo Chigi non sono filtrate le solite veline e i consueti spin“.

Questo, come spiega Signore, sarebbe un segno che “si stanno ancora valutando le ipotesi sul tavolo“, ma potrebbe anche essere sintomo una forte contrarietà da parte di Giuseppe Conte a quanto accaduto. “Il presidente sta fuori dalla grazia di Dio“, avrebbero detto da Palazzo Chigi stando a quanto riferito dal Corsera. Il Conte ter si fa sempre più lontano. Ed è con questo umore cupo che Giuseppi si è presentato al Consiglio dei ministri, dove ha commentato la decisione di Matteo Renzi. “Purtroppo Italia viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo“, ha detto il premier con l’umore mesto. Non è lo strappo ad aver innervosito Giuseppe Conte, sono i modi utilizzati da Matteo Renzi e le sue parole al fulmicotone, che non hanno forse precedenti nella storia della Repubblica Italiana. Il leader di Iv non è certo andato per il sottile quando ha attribuito a Giuseppe Conte la colpa di rappresentare “un vulnus delle regole del gioco” della democrazia per “l’abitudine di governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge, l’utilizzo dei messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali“. Non si è tirato indietro nel contestarne pubblicamente l’attribuzione di “pieni poteri“, prendendo in prestito le parole del giudice emerito della Corte costituzionale, Sabino Cassese e contenute in un’intervista a Il Dubbio del 14 aprile 2020. “Insomma, pur non essendosi spinto a chiedere le dimissioni di Conte e pur non avendo formalmente chiuso ad un suo ter, il giudizio di Renzi su Conte è stato devastante“, commenta Adalberto Signore su ilGiornale.

Secondo il Corsera, l’idea del presidente del Consiglio è quella di ripagare il leader di Italia viva con la sua stessa moneta, con un discorso in diretta televisiva dall’aula di Palazzo Madama. Ma la vendetta è un piatto che va servito freddo e Giuseppe Conte non ha fretta, anche perché per il momento la crisi è congelata fino al 20 gennaio. “Per il bene del Paese“, come ha spiegato Conte durante il Cdm, ora devono proseguire i lavori per l’approvazione dei ristori e portare a termine i provvedimenti fondamentali. Nicola Zingaretti vorrebbe che Conte salisse oggi stesso al Quirinale ma il premier potrebbe “assumere su di sé l’interim dei ministeri vacanti, Agricoltura e Famiglia” per le ultime approvazioni urgenti del Conte bis.

Questo procrastinare la salita al Colle, oltre che “per il bene del Paese” potrebbe tornare utile al presidente del Consiglio per continuare a cercare i numeri al Senato. Si mormora che starebbe per nascere un gruppo parlamentare a suo sostegno, che potrebbe essere la stampella fondamentale per Conte quando andrà alla conta, non prima di “aver approvato scostamento di bilancio e decreto Ristori“. Pd e M5S hanno fatto quadrato attorno a Giuseppe Conte e gli promettono fedeltà, rilanciando l’hashtag #avanticonConte. Ma questo scenario pare non si sia palesato all’improvviso. Il Corsera, riporta una dele voci di corridoio più insistenti degli ultimi giorni: “E chissà se è vero che lavora a questo scenario da mesi, perché Conte si era da tempo convinto che prima o poi il fondatore di Italia viva avrebbe chiesto la sua testa“.

Dopo il colloqui con Mattarella, ieri Giuseppe Conte è tornato a piedi a Palazzo Chigi in quella che è sembrata una vera e propria passeggiata elettorale, per qualcuno addirittura programmata e curata nei minimi dettagli. Il presidente del Consiglio, a ogni selfie e saluto ricevuto dai passanti, ignari di essere ripresi, ripeteva: “Le persone ci chiedono di continuare, perché con le sfide enormi che l’Italia ha davanti una crisi non sarebbe compresa“. Eppure…



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