Conte è nel mirino di Moody’s: “Troppo debole, cosa accadrà”

Anche Moody’s pare aver compreso al meglio la tattica di Giuseppi e dell’armata giallorossa alle sue direttive, allontanando con forza l’ipotesi di nuove elezioni, poco stimolanti oltre che scarsamente convenienti per i partiti che compongono la scricchiolante maggioranza.

L’agenzia di rating diche infatti che“è improbabile” una prossima chiamata alle urne degli italiani, ed i motivi sono oramai ben noti. “Prima di tutto non sono nell’interesse di nessuno dei partner della coalizione, perchè la riforma costituzionale approvata lo scorso anno riduce il numero di seggi in Parlamento”. Sono tanti, quindi, i parlamentari ben consapevoli del fatto che potrebbero perdere la poltrona in caso di nuova legislatura. Non solo, argomenta Moody’s, dato che gli stessi sondaggi anticipano “un risultato sfavorevole per la maggior parte dei partiti di governo”. Oltre a problemi di “seduta” anche questioni logistiche di cui è doveroso tener conto, spiega l’agenzia di rating: “molto stretta”, infatti, la finestra a disposizione per inserire eventuali elezioni, considerando anche il fatto che all’inizio del prossimo anno sarà da eleggere il nuovo capo dello Stato e nei sei mesi precedenti a tale data non è concesso andare alle urne. “Tenere elezioni durante una pandemia”, si legge ancora nel comunicato riportato da Agi, sarebbe inoltre “logisticamente impegnativo”.

Giuseppi ed i suoi sono concentratissimi nello stabilire la gestione dei fondi dell’Ue, tanto che proprio questo è stato uno dei punti di contrasto coi renziani, molto interessati a partecipare alla scelta:“temi che sono stati il catalizzatore del più recente periodo di instabilità politica”, spiega senza giri di parole Moody’s.

Le somme destinate all’Italia (oltre 200 miliardi di euro, ovvero all’incirca 12% del Pil previsto per il 2021, in sovvenzioni e prestiti in teoria in arrivo dal Next Generation Eu) sono “significative ed equivalgono a più di cinque anni di spesa per investimenti pubblici. E se verranno spese in modo efficace probabilmente aumenteranno la crescita economica”, precisa l’agenzia di rating. “Ciò presuppone che le autorità realizzeranno le misure programmate per semplificare i processi degli investimenti pubblici e migliorare l’efficienza in tema di appalti e della pubblica amministrazione in generale”.

Il piano dettagliato di investimenti dovrà essere presentato in commissione Ue entro la fine di aprile, tuttavia,“ci sono alcune grandi questioni da risolvere per il governo, inclusa quella su quanto sarà centralizzata la gestione dei fondi e a quali priorità economiche andranno”. Questioni di governance e di destinazione dei fondi che saranno di fondamentale importanza,“perché il tasso di assorbimento dei fondi strutturali Ue da parte dell’Italia è stato debole”. Tra 2014 e 2020, il tasso di assorbimento è stato infatti solo del 39%, uno dei più bassi dell’unione europea.

Duro il giudizio sulla crisi di governo, che ha rivelato la debolezza, se mai ci fosse bisogno di rimarcarla, dell’esecutivo giallorosso di Giuseppi: una maggioranza appesa a un filo.“Il 18 e 19 gennaio il governo italiano (Baa3 stabile) ha vinto un voto di fiducia in entrambe le camere del Parlamento, indotto dal ritiro del partito Italia Viva dalla coalizione di Governo. Anche se l’attuale governo rimarrà in carica”, si legge nel report di Moody’s riportato da LaPresse, “è rimasto con una posizione parlamentare indebolita non essendo riuscito a ottenere la maggioranza assoluta al Senato, anche se questo potrebbe cambiare ai margini se dovesse ottenere il sostegno di alcuni parlamentari moderati e filoeuropei”.

“Sebbene le elezioni anticipate siano improbabili”, spiega ancora l’agenzia di rating, “questo Governo indebolito deve affrontare sfide politiche spaventose, sia nel gestire l’attuale fase della pandemia sia nel garantire l’assorbimento efficace e tempestivo dei fondi di ripresa dell’Ue, chiave per migliorare il basso potenziale di crescita dell’Italia”, conclude la nota.



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