Conciati per le feste. Italia in zona rossa ma a singhiozzo. Case aperte agli amici

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Nel governo passa la linea dura: sarà zona rossa in tutta Italia dal 24 al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi. Il nuovo decreto Natale approvato ieri in consiglio dei ministri prevede lo stop agli spostamenti al di fuori del proprio comune, ristoranti e negozi chiusi tutto il giorno dal 24 al 27 dicembre, dal 31 gennaio al 3, e il 5 e il 6 gennaio. Invece nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio valgono le misure previste per la zona arancione: negozi aperti, bar e ristoranti chiusi. Ci saranno dunque 10 giorni di lockdown mentre altri 4 di parziali chiusure.

C’è il divieto di muoversi tranne che per motivi di salute, lavoro e necessità, ma nelle giornate rosse ci si potrà comunque spostare in massimo due persone una sola volta al giorno verso una abitazione che si trovi nella stessa regione. Una seconda deroga è prevista per i piccoli comuni. E per bar e ristoranti costretti a chiudere nei festivi ristori al 100%, stanziati 645 milioni di euro.

L’annuncio arriva nella conferenza stampa, del premier, intorno alle 22. «Decisione difficile», dice Conte. Ma dovuta. Gli spostamenti: «Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia». Per permettere di trascorrere il Natale tra familiari stretti ma non conviventi, e per scongiurare situazioni di anziani in solitudine nei giorni delle feste il dpcm prevede che ci si potrà spostare all’interno della propria regione «solo una volta al giorno» per recarsi da persone non conviventi, massimo in due senza contare figli disabili o minori di 14 anni che non rientrano nel conteggio. Ci si potrà dunque recare dai nonni o dai genitori ma non in più di due persone e fare rientro entro le 22, quando scatta il coprifuoco: «Lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi». La deroga indica solo il numero delle persone, due, ma non il grado di parentela che non viene specificato. Le due persone che si potranno ricevere dunque non devono avere necessariamente legami familiari. Una sola volta al giorno però: non si può insomma per esempio andare a pranzo dai nonni e a cena dagli zii. Viene ribadita la forte raccomandazione di mantenere le distanze ed indossare la mascherina.

Non ci saranno le forze dell’ordine a suonare nelle abitazioni ma saranno rafforzati i controlli sulle strade per verificare gli spostamenti. Bisognerà essere muniti di autocertificazione. Chi viola le restrizioni previste dal nuovo decreto incorre in una sanzione da 400 euro a mille euro e, nel caso di attività commerciali, nella chiusura da 5 a 30 giorni. «Metteremo in campo almeno 70 mila tra donne e uomini della Polizia e dei Carabinieri», avverte il sottosegretario al ministero dell’Interno, Achille Variati. Restano in vigore tutte le altre misure antecedenti al decreto: il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito. È invece vietato andare nelle seconde case «ubicate in altra Regione o Provincia autonoma» e, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio, anche in seconde case che si trovano in un altro comune. Conte risponde anche alle domande sulla verifica di maggioranza: «Urgenre completare il confronto – dice – i cittadini non possono tollerare incertezze. prossima verifica tutti insieme per stabilire le priorità».



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