Cartoons chiude con genio Don Bluth, Manuli e Altan

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E’ finito Cartoons on the Bay, tutto digitale su RaiPlay per l’emergenza Covid e dedicato all’universo femminile, e il direttore Roberto Genovesi, come di consueto, non solo fa il bilancio di un’edizione più che inedita ma dà già appuntamento al 2021 da 3 al 5 giugno a Pescara: “Speriamo finalmente in presenza – spiega all’ANSA – con tanti eventi anche all’aperto e tante idee già nella mente a partire dall’ambiente che sarà uno dei temi centrali vista anche la conferenza mondiale dei giovani sul clima che si terrà in Italia alla fine del prossimo anno”.
    Ma Genovesi vuole mettere in luce cosa questa nuova modalità di vivere un festival di tendenze e visioni del futuro come Cartoons on the Bay ci ha lasciato: “L’uomo è un essere sociale e la presenza non si batte – dice – ma molti professionisti del settore mi hanno detto che, a differenza del festival “materico”, questa versione online ha permesso di vedere proprio tutto. Gli altri anni comunque bisognava fare delle scelte perché certi eventi erano in contemporanea o a distanza brevissima. Diciamo che abbiamo sperimentato un format che ci consente di tenere in vita, e anche piuttosto bene, il festival.
    E’ stata anche una sperimentazione che credo possa andare bene per l’evoluzione di Cartoons: cioè realizzare una manifestazione sul territorio che abbia comunque un appoggio forte di carattere digitale, una formula ibrida. Anche per far arrivare al festival ospiti che non possono arrivare per i più svariati motivi”.
    Quanto ai contenuti, dopo aver sottolineato quanto sia stato importante dedicare alle donne l’edizione 2020 (“ne abbiamo tantissime e davvero molto in gamba in tutti settori dai fumetti alla animazione, dalla produzione al marketing e di molte sentiremo parlare negli anni prossimi”), Genovesi parla dei tre “giganti” che hanno illuminato questi tre intensissimi giorni: “Don Bluth ci onora della sua presenza ormai da 10 anni, quest’anno ci ha regalato il nostro bellissimo manifesto e le sue apprezzatissime lezioni “Draw as you please” e “The Bouncing ball” e non potevamo non farlo entrare nella nostra Hall of Fame”. Come anche Guido Manuli: “Un genio: la sua modernità – dice il direttore – è inversamente proporzionale alla sua età.
    E’ un ragazzino nel corpo di persona matura, ha delle idee e una proiezione nei confronti del futuro che molti giovano non hanno affatto, non ha paura delle nuove tecnologie, di internet, dei social, per lui è tutto un’opportunità e un’occasione per esplorare e e migliorare. Quando parli con lui, ti senti vecchio tu, anche se sei un ragazzo…” spiega ridendo Genovesi. Infine Altan: “Che dire? Altan è la Pimpa e assieme un mondo di altre cose. Ho visto la mostra a lui dedicata a Roma ed è incredibile tutto quello che ha fatto. Ha anche una carriera “giornalistica”, possiamo dirlo, fatta attraverso i suoi disegni e le sue vignette, un po’ come Forattini e Artioli”.
    Dai grandi miti ai giovani e giovanissimi il salto è un attimo: “Ne abbiamo tanti bravissimi e tutti italiani che stanno lavorando all’estero, la Dc Comics e la Marvel – spiega Genovesi – fanno incetta dei talenti italiani. Adesso le tavole non si mandano più con la posta o la cicogna e questo ha allargato lo spazio e facilitato tutto e permette di premiare il merito e la qualità dovunque esso si trovi… La Scuola Internazionale di Comics, la Scuola romana di fumetti, la Nemo di Firenze, ne abbiamo tantissimi di scuole ottime in Italia. Preparano giovani professionisti per questo mondo che all’estero sono davvero molto apprezzati”. (ANSA).
   


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