Berlusconi teme nuovi scontri. “Preoccupano i fatti di Napoli”

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«Quello di Napoli è uno spettacolo preoccupante, un segnale di quel che potrebbe accadere in molte città se non verrà dato un immediato ristoro a chi, per il Covid, rischia di perdere tutto. Poi certo la camorra strumentalizza un disagio grave e reale». Dai social di Silvio Berlusconi trapela la preoccupazione per le immagini di guerriglia urbana di Napoli oltre che l’allarme per la facilità con cui la criminalità organizzata, che in Campania si chiama camorra, può strumentalizzare le difficoltà economiche di tanti lavoratori piombati nuovamente nell’incubo lockdown, sia pur sotto altro nome.

Foto di piazze in agitazione arrivano da tutta Italia. Difficile dire se a confortare le categorie più colpite, come ristoratori e gestori di attività sportive, siano state sufficienti le parole della conferenza stampa di ieri all’ora di pranzo del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che ha assicurato provvedimenti per ristori diretti e immediati già con un decreto pronto per domani. Anticipazioni parlano di uno stanziamento tra i 2 e i 4 miliardi, mentre Forza Italia ne ha chiesti 15 o 20, quelli «avanzati dallo scostamento di bilancio», come ha spiegato Berlusconi a Repubblica.

Certo è che ancora una volta le opposizioni non sono state direttamente coinvolte nei provvedimenti e così può essere solo a metà la soddisfazione del leader di Forza Italia, che in un’intervista al quotidiano aveva ancora una volta aperto a una collaborazione per mettere a punto misure comuni, anche se secondo il Cavaliere c’è stata «un’oggettiva sottovalutazione di quanto sarebbe potuto accadere». Dice Berlusconi: «La consultazione non può essere solo formale, atto quasi di cortesia», ma «autentica condivisione di scelte difficili». Insiste per ristori immediati e uso dei fondi del Mes e conclude: «La pandemia non può essere materia di divisione politica».

Protesta la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, chiedendo che il governo dica alle opposizioni «quali sono le risorse per ristorare le attività» di cui ha parlato ancora una volta Conte, perché anche attività che hanno speso «migliaia di euro per adeguarsi alle prescrizioni sanitarie» ora si trovano nelle condizioni di non poter più operare. Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ripete da settimane di essere disposto a collaborare per contrastare la pandemia e la crisi, insiste: «Non si può andare avanti a colpi di decreti e mettere in ginocchio il Paese. Bisogna ascoltare sindaci, governatori, italiani e lavorare tutti insieme». Come sintetizza il vicesegretario azzurro, Antonio Tajani: «Conte ascolti i messaggi del presidente Mattarella ed avvii una fase di collaborazione istituzionale».

Salvini leader indiscusso? Proprio nei giorni in cui la Lega si riorganizza con una segreteria a trentatré membri oltre il segretario, Berlusconi ribadisce: «Non esiste un leader indiscusso. Il centrodestra è una coalizione plurale». Naturalmente adesso la Lega è il primo partito, ma alle elezioni «vedremo». Nonostante i timori che circolano anche in Forza Italia, Berlusconi resta convinto che il partito sia «vivo e radicato», che non bisogna «disfare la casa» depositaria dei «valori liberali, cristiani, garantisti che sono parte essenziale di un centrodestra moderno».

Il fondatore di Forza Italia si trincera dietro un eloquente silenzio sulla scelta del suo ex pupillo, Giovanni Toti, rieletto governatore, di estromettere Forza Italia dalla giunta: «La brutta pagina della Liguria non merita commenti». Lapidario anche sull’ipotesi di un partito guidato da Toti e Mara Carfagna: «Sempre che i nuovi progetti esistano, ricordo che in passato non hanno avuto molta fortuna».



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